Cominciano a circolare le prime bozze dello schema del disegno di legge di contabilità e finanza pubblica che andrà a riformare le contabilità dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali. Anche se i testi non sono ancora completi sono però già noti alcuni principi e sugli stessi ci si può soffermare perché andranno ad interessare anche il mondo degli Enti locali.
In applicazione dell’art. 97 della Costituzione il Governo intende presentare un disegno di legge volto a riformare la contabilità pubblica, oggi ancora disciplinata da normative che sono state emanate nella seconda metà degli anni settanta, anche se successivamente modificate e integrate. Del resto ora si stanno profilando nuove problematiche con le quali gli uffici contabili devono sicuramente confrontarsi: l’ingresso dell’intelligenza artificiale che ci porta a lavorare in modo diverso rispetto al passato, un accesso alle banche-dati anche di altre pubbliche amministrazioni che dovrebbe essere più facile rispetto al passato, la logica “Accrual” che deve indurre ad integrare i valori economico-patrimoniali con quelli finanziari. Si richiedono pertanto normative diverse che stiano al passo con i tempi e siano in grado di intercettare le evoluzioni che portano a trasformare i bisogni e le esigenze dei cittadini.
Anche se non esiste ancora una bozza di testo specifico di decreto formulato per gli Enti locali può essere interessante prendere spunto dalla norma di riferimento generale che comincia ad abbozzarsi perché la stessa contiene, nel suo articolato, dei punti che saranno sicuramente ripresi e declinati anche per le Regioni e per gli Enti locali. Vediamone alcuni:
Art. 4 Principi di prudenza, veridicità, coerenza, trasparenza e pubblicità
Ciascuno di questi principi, i cui contenuti sono noti, viene spiegato in maniera dettagliata, al fine di assicurare una corretta rappresentazione delle poste contabili, sia in sede previsionale che in sede di rendicontazione.
Art. 10 Coordinamento della finanza pubblica degli enti territoriali
In questo articolo si ricorda che la finanza pubblica dello Stato deve sempre essere coordinata con quella delle Regioni che a sua volta deve essere coordinata con quella degli Enti locali, in modo che si proceda insieme al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica[1].
Art. 18 Monitoraggio dei conti pubblici
Per assicurare il monitoraggio dei conti pubblici il Mef intende operare attraverso:
la corretta gestione della Banca dati delle pubbliche amministrazioni, a cui dovranno pervenire tutti i dati che è obbligatorio inviare a livello centrale;
la rilevazione e il consolidamento dei dati finanziari ed economici che devono essere inviati;
la elaborazione di conti periodici (infrannuali) di cassa che dovranno essere inviati in relazione agli obiettivi di finanza pubblica;
il monitoraggio delle manovre finanziarie adottate in corso d’anno;
la verifica degli effetti finanziari delle operazioni di partenariato pubblico/privato.
Art. 26 Bilancio e genere e bilancio ambientale
Si tratta di due tipologie di bilancio che oramai hanno trovato una loro ampia diffusione e pertanto il legislatore ha ritenuto di richiamarle espressamente.
Infine si parla anche di integrazione fra i sistemi di contabilità finanziaria ed economico-patrimoniale, ma i testi degli articoli non sono ancora stati abbozzati e pertanto non sappiamo come saranno formulati.
Del resto, come abbiamo già osservato in altre occasioni, è difficile sapere se nel futuro la contabilità sarà finanziaria, economico-patrimoniale o se si terranno entrambe. Certamente il legislatore (e il Mef in particolare) dovrebbe ascoltare anche gli Enti locali e le loro esigenze, semplificando una serie di adempimenti inutili, mantenendo sì normative importanti a livello centrale ma costruendo anche, come ha già fatto in alcuni casi, “abiti su misura” per i diversi comparti.
Se analizziamo gli adempimenti in capo ai responsabili delle ragionerie ci rendiamo conto che sono numerosi e probabilmente alcuni ripetitivi e potrebbero essere semplificati e ridotti. L’applicazione non lontana di sistemi intelligenza artificiale renderà inevitabili questi passaggi e indispensabile ridurre le ridondanze anche per far perdere meno tempo a chi lavora negli uffici.
L’altro elemento che non va mai trascurato è quello della conoscenza. La contabilità va spiegata perché questo rafforza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il bilancio non è solo una sommatoria di numeri, ma una garanzia per i cittadini, per i loro figli e per le generazioni future. Rendicontiamo i valori e facciamo capire il senso di ciò che si sta facendo con parole semplici e comprensibili, spiegando i prospetti, le tavole e come si investe il denaro pubblico. Avremo svolto un grande servizio civico.
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NOTE
[1] Si tratta di un concetto che sta alla base del resto della formulazione del Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione e che abbiamo sviluppato nel nostro testo a cui facciamo rinvio: P. Morigi – F. Forti, Il Piano integrato di attività e organizzazione, Rimini, Maggioli, 2022.
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