Delega al Governo per la revisione del TUEL – Le norme di interesse degli uffici finanziari

Il disegno di legge che prevede la delega al governo, per la revisione del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali e altre disposizioni per la funzionalità degli enti locali è stato inviato alle Camere per la relativa approvazione. Qui di seguito alcune indicazioni per gli uffici finanziari.

21 Ottobre 2021
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Il disegno di legge che prevede la delega al governo, per la revisione del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e altre disposizioni per la funzionalità degli enti locali è stato inviato alle Camere per la relativa approvazione. Il termine previsto per il Governo è di nove mesi per l’attuazione con uno o più decreti legislativi della riforma. Qui di seguito alcune indicazioni per gli uffici finanziari.

Revisori

Il disegno di legge ha previsto una valorizzazione della revisione economico-finanziaria e del risanamento degli enti locali. In particolare è stato stabilito:

· sul divieto di più di due incarichi da revisore nello stesso ente esso si realizza esclusivamente in caso di incarichi consecutivi, mentre diviene libera la possibilità di un successivo mandato del revisore nel medesimo ente in caso di incarichi disgiunti nel tempo;

· aumentano gli enti, in base alla soglia demografica, per i quali l’organo di revisione deve essere previsto in forma collegiale, a garanzia di un maggior controllo. Si ricorda che attualmente il revisore monocratico è previsto per i comuni fino ai 15.000 abitanti;

Commissione di stabilità finanziaria

La Commissione di stabilità finanziaria degli enti locali (COSFEL) affiancherà i comuni in difficoltà finanziaria individuando misure di recupero delle condizioni di equilibrio del bilancio utili a scongiurare più radicali rimedi di risanamento. Attualmente la COSFEL opera nei confronti dei comuni in dissesto finanziario, mentre per gli enti in riequilibrio la sua è una funzione di istruttoria il cui parere viene trasmesso alla Corte dei conti. Si prevedono nuovi compiti con particolare riguardo al controllo successivo delle assunzioni a tempo determinato delle figure essenziali, ovvero infungibili, per la regolare ed efficiente gestione degli enti dissestati, strutturalmente deficitari, nonché degli enti in riequilibrio finanziario pluriennale.

Uffici di staff del Sindaco o del Presidente della Provincia

Viene estesa anche agli enti in riequilibrio finanziario il divieto di assunzioni di personale in staff del Sindaco, ai sensi dell’art.90 del Tuel. Si ricorda come già la Corte dei conti del Lazio (deliberazione 09/11/2017 n.63) avesse a suo tempo confermato il divieto per gli enti in riequilibrio partendo da una questione sostanziale e non di forma della normativa, precisando che si tratti di personale assunto non per assolvere compiti istituzionali quanto, piuttosto, per soddisfare esigenze di supporto agli organi di indirizzo politico. Proprio a fronte di detta opportunità, nei confronti di un ente che versi in una situazione di difficoltà finanziaria, ne discenderebbe un vero e proprio obbligo da parte del Comune di non attivazione dei citati contratti, tanto da poter individuare una sua possibile estensione alle cause di divieto stabilite dal legislatore. La stessa ratio del piano di riequilibrio finanziario non si discosta, quanto ai presupposti, dal dissesto finanziario, avendo previsto il legislatore l’utilizzazione di tale rimedio in presenza di squilibri strutturali di bilancio, ossia in grado di provocare il dissesto finanziario. In altri termini, se un ente ha

attivato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale vuol dire che lo stesso presenti uno stato grave di insolvenza con la medesima cogenza ed alternatività all’ente in stato di dissesto. Inoltre, precisa il Collegio contabile, le disposizioni in materia di riequilibrio finanziario degli enti locali sono stati volutamente inserite dal legislatore all’interno del Titolo VIII del Tuel, intitolato agli enti strutturalmente deficitari o dissestati, in una posizione di cerniera tra enti deficitari ed enti dissestati.

Dello stesso tenere anche la giurisprudenza contabile (Corte dei conti per la Calabria sentenza n.72/2020) che ha confermato il danno erariale al Sindaco per alcune assunzioni disposte in un ente in riequilibrio finanziario. I giudici contabili hanno, infatti, precisato che il divieto di assunzioni nello staff del Sindaco in enti in riequilibrio finanziario ai sensi dell’art.90 del Tuel. Infatti, se a “ratio” della disposizione, infatti, è quella di introdurre una misura preventiva atta ad impedire che l’Ente già strutturalmente in crisi, cada in dissesto, a fortiori tale misura è da applicare nell’ipotesi in cui l’Ente abbia già adottato un piano di riequilibrio, essendo quest’ultimo più vicino al dissesto rispetto a quello strutturalmente deficitario. Ma a prescindere da ciò, rileva il Collegio che è lo stesso legislatore che, nell’introdurre l’istituto del riequilibrio pluriennale, ha assimilato l’Ente che ha adottato la procedura di riequilibrio all’Ente strutturalmente deficitario, proprio con riferimento alle assunzioni di personale. Infatti, è lo stesso legislatore che ha inteso fare proprio con riferimento all’assunzione di personale, che come è noto costituisce la maggior parte della spesa corrente di un ente locale, una equiparazione tra l’ente in piano di riequilibrio e l’ente strutturalmente deficitario.

Controllo di gestione da abolire per il piccoli comuni

In ragione delle difficoltà degli enti locali con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti di gestire un sistema di controllo di gestione, è stata inserita una deroga all’applicazioni di tali piccoli enti agli adempimenti previsti dall’art.196, comma 1, del Tuel secondo cui “Al fine di garantire la realizzazione degli obiettivi programmati la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, l’imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione e la trasparenza dell’azione amministrativa, gli enti locali applicano il controllo di gestione secondo le modalità stabilite dal presente titolo, dai propri statuti e regolamenti di contabilità”.

Enti in dissesto

Per gli enti in dissesto è stato inserito il comma 5-bis all’art.248 del Tuel secondo cui “L’ente che non abbia deliberato nei termini previsti la proposta di ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non può, fino a quando non abbia provveduto, procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto.” Inoltre, nella rilevazione della massa passiva da parte dell’Organo straordinario di liquidazione aggiungendo al comma 8 dell’art. 254 del Tuel “In caso di inosservanza del termine di cui al comma 1, di negligenza o di ritardi non giustificati negli adempimenti di competenza” la frase “ovvero per ragioni di funzionalità”. In altri termini, la sostituzione dei componenti dell’OSL può essere disposta non

solo in presenza di inadempimenti ma anche per ragioni di funzionalità dell’ente locale oggetto di gestione da parte dell’Organismo.

>>>>>>LEGGI IL DISEGNO DI LEGGE INTEGRALE

 

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