Il MEF rende noti i tempi medi di pagamento dei comuni registrati sulla piattaforma

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze rende noti di dati di pagamenti degli enti locali sulla base delle informazioni riferite ai dati comunicati con il SIOPE +.

5 Giugno 2019
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze rende noti di dati di pagamenti degli enti locali sulla base delle informazioni riferite ai dati comunicati con il SIOPE +.

Le analisi dei dati del MEF

Si tratta dei dati riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute dalle pubbliche amministrazioni che hanno avviato Siope Plus:

  1. per le Regioni, le Province e le Città metropolitane che hanno avviato il Siope Plus il 1° gennaio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nell’anno 2018.
  2. Per i Comuni sopra i 60.000 abitanti che hanno avviato il Siope Plus a partire dal 1° aprile 2018, i dati si riferiscono al secondo, terzo e quarto trimestre 2018;
  3. Per i Comuni sopra i 10.000 abitanti che hanno avviato il Siope Plus il 1° luglio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nel terzo e quarto trimestre 2018.
  4. Per i Comuni che hanno avviato il Siope Plus il 1° ottobre 2018 (ad eccezione dei comuni terremotati che hanno avviato Siope Plus a partire dal 1° gennaio 2019) sono esposti i dati riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nell’ultimo trimestre del 2018.

A fronte di tali importi sono stati rilevati i pagamenti registrati nel sistema informativo e i relativi tempi medi di pagamento e di ritardo. Per ciascuna amministrazione pubblica, sulla base dei dati comunicati, sono stati elaborati alcuni indici riguardanti:

  • il rapporto percentuale tra l’importo pagato e l’importo complessivo dovuto (l’importo complessivo delle fatture, al netto della quota IVA, versata direttamente dalle PA all’erario, e degli importi sospesi e non liquidabili);
  • la media dei tempi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrente tra la data di emissione della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (si ricorda che per le fatture elettroniche la data di emissione coincide con la data di invio);
  • la media dei ritardi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrenti tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (questo valore può essere negativo, se la fattura viene pagata in anticipo; si precisa che la data di scadenza del debito, se non espressamente indicata nella fattura, è calcolata in base alle norme vigenti a decorrere dalla data di emissione). Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 4, paragrafi 3 e 6, della Direttiva UE, il termine massimo di 60 giorni per il pagamento vale non solo per gli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ma anche per tutti i contratti delle altre pubbliche amministrazioni stipulati espressamente con tale scadenza, per la loro particolare natura.

I dati complessivi relativi ai Comuni

Il complesso dei Comuni sopra i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel secondo, terzo e quarto trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 42 giorni ed un tempo di ritardo pari a 6 giorni. Il 71 % circa dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e circa il 40 % riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Il complesso dei Comuni tra i 10.000 e i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel terzo e quarto trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 42 giorni e un ritardo medio pari a 8 giorni. Il 69 % dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti ed il 42% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Il miglioramento nelle percentuali di comunicazione dei pagamenti in conseguenza dell’estensione di Siope Plus (dal 1° ottobre 2018) a tutti i Comuni italiani (ad eccezione dei comuni terremotati) può essere apprezzato guardando ai risultati dei pagamenti e relativi tempi medi di pagamento riguardanti le fatture ricevute nell’ultimo trimestre 2018. I Comuni hanno fatto registrare un tempo medio di pagamento di circa 35 giorni ed un tempo di ritardo pari a 1 giorno. Il 66% dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 50% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Alcuni enti riportano percentuali di pagamenti comunicati al sistema Siope Plus che sono ancora basse. Infatti, nella fase di avvio del sistema questi enti non sono riusciti a collegare il proprio sistema informativo al registro delle fatture e non hanno trasmesso alla PCC le informazioni riguardanti il pagamento delle fatture. Queste difficoltà hanno determinato ritardi nella piena operatività di Siope Plus.

I dati sui tempi di pagamento saranno oggetto di successivi aggiornamenti che terranno conto dei pagamenti (di fatture emesse nel periodo esaminato) effettuati successivamente alla presente data di osservazione del fenomeno. Gli aggiornamenti saranno effettuati con cadenza trimestrale con riferimento a una platea via via più ampia di enti.

I dati relativi al 2018 di tutti gli enti.

I dati di PCC per il 2018

Da questa pagina è possibile scaricare il file relativo a tutte le Pubbliche Amministrazioni oggetto del monitoraggio dei debiti commerciali, previsto dalla normativa vigente.

I dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute dalle pubbliche amministrazioni (le istituzioni scolastiche sono presentate in modo aggregato) nell’anno 2018 (ad esclusione delle fatture respinte) e, ai relativi pagamenti, così come comunicati in PCC dalle amministrazioni stesse.

Per ciascuna amministrazione pubblica, sulla base dei dati comunicati, sono stati elaborati alcuni indici riguardanti:

  • il rapporto percentuale tra l’importo pagato e l’importo complessivo delle fatture ricevute;
  • la media dei tempi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrente tra la data di emissione della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (si ricorda che per le fatture elettroniche, la data di emissione coincide con la data di invio);
  • la media dei ritardi di pagamento, ossia il numero di giorni intercorrenti tra la data di scadenza della fattura e la data di pagamento, ponderata con l’importo della fattura (questo valore può essere negativo, se la fattura viene pagata in anticipo; si precisa che la data di scadenza del debito, se non espressamente indicata nella fattura, è calcolata in base alle norme vigenti a decorrere dalla data di emissione).

Qualora l’ente abbia modificato la data di scadenza delle fatture, i predetti tempi di pagamento e di ritardo sono calcolati tenendo conto della nuova data dichiarata dall’ente in PCC.

Si ricorda che il valore del tempo medio di ritardo ponderato, riferendosi alle fatture ricevute dall’amministrazione nell’anno 2018, differisce dal valore dell’indicatore di tempestività dei pagamenti (ITP), che viene calcolato con riferimento a tutti i pagamenti effettuati nel periodo considerato, indipendentemente dalla data di ricevimento delle fatture.

Nella consultazione dei dati è necessario tener presente quanto segue:

  • il perimetro delle pubbliche amministrazioni oggetto di monitoraggio, come definito dall’articolo 1, comma 2 della Legge n. 196/2009, è in continua evoluzione, includendo i soggetti indicati a fini statistici nell’elenco ISTAT (lista S.13), la cui ricognizione è aggiornata annualmente;
  • qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano a comunicare lo stato delle fatture ricevute (indicando l’avvenuto pagamento e confermando oppure rettificando la data di scadenza delle fatture), i tempi medi di pagamento e di ritardo contenuti nella tabella potrebbero differire rispetto a quelli registrati nei sistemi contabili della singola amministrazione;
  • le pubbliche amministrazioni hanno la possibilità di inserire, in qualunque momento, i dati relativi ai pagamenti delle proprie fatture passive o di modificarne lo stato (ad es. da liquidabile a non liquidabile e viceversa), rendendo la percentuale di pagamento e i relativi tempi sensibili al momento in cui si effettua l’osservazione.

Per i motivi sopra evidenziati, l’elenco pubblicato sarà oggetto di aggiornamento periodico.

Elenco dati aggiornati al 8 aprile 2019.

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