Le proposte ANCI per sbloccare i cantieri

I Comuni devono poter utilizzare risorse per la progettazione, senza incorrere in responsabilità erariale qualora il finanziamento dell’opera non sia disponibile.

20 Marzo 2019
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Nota ANCI relativa al provvedimento “sblocca cantieri”.

I Comuni devono poter utilizzare risorse per la progettazione, senza incorrere in responsabilità erariale qualora il finanziamento dell’opera non sia disponibile. I Comuni devono poter disporre di finanziamenti pluriennali certi e stabili.

I comuni devono avere regole semplici e chiare responsabilità per investire

Garantire tempi rapidi e certi nel processo di riparto e assegnazione delle risorse, oggi spesso intralciato da procedure complesse, gestite in modo separato e diversificato tra l’uno e l’altro dei Ministeri competenti, che dovrebbero essere oggetto di un più organico e stretto coordinamento da parte della Presidenza del Consiglio . I Comuni scontano lentezza nell’iter di assegnazione delle risorse che vengono stanziate per legge a causa dei ritardi nell’adozione dei decreti e dei vari concerti resi dai Ministeri. Si chiede ai Comuni magari in pochi mesi di realizzare l’opera, pena la revoca del finanziamento, mentre per adottare un decreto e mettere una firma passano anni. Spesso poi bisogna attendere il successivo passaggio regionale di programmazione e verifica dei fabbisogni i cui tempi ed esito è incerto, con capacità differenziate fra Regione e Regione. L’inefficienza eventuale regionale ricade ingiustamente sui Comuni, con un ulteriore accentuazione dei divari territoriali.

Rafforzamento degli uffici tecnici comunali

È necessaria una immissione straordinaria di personale nei Comuni che soffrono di una riduzione dovuta ad anni di blocco del turn over.

Una parte definita della capacità operativa della nuova struttura di supporto agli investimenti dovrebbe essere rivolta agli enti locali.

Immediato utilizzo e finanziamento delle molte richieste/proposte progettuali non finanziate

La lamentata carenza di progetti da parte dei Comuni in verità non risponde alla realtà. Purtroppo esistono molte richieste di finanziamenti riguardanti misure attivate che non soddisfano l’intero complesso di richieste (dall’edilizia scolastica per cui a fronte di 5450 richieste di interventi per scuole di competenza dei Comuni, risultano finanziabili solo 632 interventi a valere sulle risorse mutui Bei pari a circa 1 miliardo e 500 milioni, ai contributi ex co. 853 l.bilancio 2018 che vedono anche per il 2019 ben 2.200 Comuni con progetti ammissibili, a fronte di soli 83 beneficiari); esistono poi graduatorie approvate con progetti finanziati da anni a cui non vengono assegnate risorse o sono state definanziate (ben 451 progetti provenienti da Comuni per il recupero di “aree urbane degradate” dichiarati ammissibili a finanziamento e solo 46 beneficiari delle risorse disponibili pari a soli 78 milioni di euro a fronte di un fabbisogno pari a 650 milioni); si potrebbe facilmente ampliare l’effetto moltiplicatore dei 2 mld del bando periferie consentendo l’utilizzo delle economie che molti Comuni chiedono.

Ricordiamo poi il monitoraggio fatto ad agosto/settembre 2018 su richiesta del MIT volto a segnalare le infrastrutture viarie e non che necessitano interventi di messa in sicurezza prioritari con una stima di circa 5 mld.

Riforma degli appalti

  1. creare una regolazione più semplice, unitaria ed omogenea potenziando il potere di pre-contenzioso e di controllo di ANAC a presidio della legalità e trasparenza in materia di appalti, ma riportando le regole di esecuzione degli appalti all’interno di un’unica fonte regolamentare;
  2. valorizzare le esperienze delle aggregazioni di Comuni non capoluogo già in essere (più di mille le SUA iscritte nell’Elenco ANAC cui corrispondono circa 5000 Comuni non capoluogo) per continuare il percorso di qualificazione e responsabilità delle stazioni appaltanti;
  3. introdurre una regolazione semplificata per i piccoli Comuni, soffocati da adempimenti che impediscono la realizzazione di opere pubbliche;
  4. Rivedere le procedure per le aggiudicazioni cd sottosoglia e offerta economicamente più vantaggiosa;
  5. Rivisitare le regole in materia di sub appalto, eliminando l’indicazione della terna dei sub appaltatori già in fase di gara;
  6. Aggiornare la soglia per gli affidamenti dei servizi di ingegneria e architettura;
  7. Reintrodurre la possibilità di ricorrere all’appalto integrato ma sulla base di un progetto definitivo;
  8. introdurre meccanismi di deflazione del contenzioso potenziando i pareri ANAC e mitigare la responsabilità dei dipendenti pubblici nelle aggiudicazioni in presenza di ricorsi, seguendo pareri Anac e/o pronunce giurisprudenziali contrastanti.

A proposito dell’obbligo di aggregazione dei Comuni non capoluogo e dell’idea di introdurre un ambito ottimale minimo per poter procedere ad appalti di lavori pubblici, va detto il modello provinciale non può essere considerato tout court il più adeguato. Il rischio di una simile scelta è una nuova paralisi degli investimenti a causa di un nuovo obbligo a carico di tutti quei circa 5000 Comuni che, in questi anni, hanno costituito SUA e CUC. Si corre il rischio di un fallimento pari a quello che si è avuto con l’obbligo di associazionismo per i Piccoli Comuni.

Cantieri stradali: gestione della sicurezza e delle manutenzioni

Il volume contiene utili suggerimenti ed interpretazioni, suffragate dall’esperienza professionale e dallo studio della normativa e della giurisprudenza, per una corretta gestione dei cantieri stradali, nel rispetto della disciplina della circolazione stradale e delle disposizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Una guida, volutamente snella e di rapida consultazione, che intende offrire un quadro sintetico delle norme a cui è indispensabile far riferimento e che contiene innumerevoli indicazioni operative alla luce delle più recenti pronunce giurisprudenziali. Un apposito capitolo è stato, inoltre, dedicato al Decreto Ministero del lavoro e delle politiche sociali 22 gennaio 2019 (in vigore dal 15 marzo 2019) sull’individuazione delle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. L’opera si propone, pertanto, di fornire un supporto di conoscenza e pratico agli uffici comunali, agli operatori di polizia stradale e dello SPISAL, nonché a tutte le figure professionali che, a vario titolo, svolgono la propria attività nell’ambito dei cantieri stradali. Girolamo Simonato, Comandante Polizia Locale di Piazzola sul Brenta (PD). Autore di pubblicazioni e docente in vari corsi di aggiornamento e convegni nazionali.Federico Cesarin, Assessore al Comune di Vigodarzere (PD), esperto e docente in corsi di aggiornamento sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

Girolamo Simonato – Federico Cesarin | 2019 Maggioli Editore

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