Decreto semplificazioni, Fondo Tasi a 300 milioni – Escono di scena le concessioni demaniali

il sole24ore
23 Gennaio 2019
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di Carmine Fotina e Marco Mobili

Il decreto semplificazioni perde pezzi al Senato, con numerosi emendamenti ritirati dalla maggioranza. Tra questi quelli portati avanti dalla Lega – ma invisi ai 5 Stelle – che prevedevano nuove aperture a favore della caccia. Cadono per ora anche i correttivi sugli appalti, che il governo aveva messo tra le priorità nei giorni più caldi della trattativa con la Ue per bloccare la procedura di infrazione. Solo oggi le votazioni nelle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici dovrebbero entrare nel vivo e l’approdo del testo in Aula potrebbe di conseguenza slittare a domani. Tra gli emendamenti dei relatori (Daisy Pirovano della Lega e Mauro Coltorti di M5S) che andranno al voto anche quello che riporta a 300 milioni il fondo Tasi per i Comuni, ma 90 dei 110 milioni stanziati vengono reperiti attraverso un taglio al Fondo per il reddito di cittadinanza

così come ridefinito nella legge di bilancio dopo la revisione delle iniziali stime di fabbisogno. Attenzione massima sul cosiddetto emendamento “trivelle” dei grillini per bloccare lo sfruttamento dei giacimenti di metano e di greggio: il testo è stato riformulato per arrivare a un compromesso con la Lega ma non ci sarebbe ancora consenso totale, anche perché nel frattempo l’Economia valuta possibili problemi di gettito per mancato versamento dei canoni e rischio maxi-contenziosi. Ad ogni modo, nella nuova versione l’emendamento viene ammorbidito escludendo dalla moratoria la proroga delle concessioni di coltivazione già in essere e prevedendo che si tenga conto anche di criteri «sociali» e «industriali» nella definizione del Piano che individuerà le aree idonee alle attività. Inoltre l’eliminazione del carattere «strategico» delle attività sarebbe limitata a quelle autorizzate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione. Verso il ritiro l’altro correttivo M5S che impedisce
in mare l’attività con la tecnica dell’«air gun». Tra gli argomenti più delicati esce di scena la sanatoria sui canoni pendenti delle concessioni demaniali (emendamenti ritirati sia da M5S sia dalla Lega) e la soluzione del caos rifiuti relativo all’«end of waste» (norma stralciata per l’opposizione dell’Ambiente che punta a decreti ministeriali). Restano invece temi aperti il riordino del settore del noleggio con conducente e la questione degli sconti agli impianti per le fonti rinnovabili a fronte di violazioni delle regole. Sono ancora oggetto di confronto politico le zone economiche speciali e il nuovo Registro elettronico per la tracciabilità dei rifiuti da parte delle imprese (il “dopo Sistri”). Per quanto riguarda le modifiche al codice degli appalti, invece, si profila uno stralcio di alcuni emendamenti, quelli «più urgenti» secondo il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, in vista di un disegno di legge parlamentare da presentare in tempi stretti. Le restanti misure
confluirebbero in una legge delega. Per passare poi al tema dell’aliquota Ires ridotta per il no profit, sono state individuate le coperture per riportarla al 12% ma non è ancora deciso se l’intervento confluirà nel Dl semplificazioni o nel cosiddetto “decretone”. Intanto, tra gli emendamenti dei relatori spunta l’annullamento dei lotti non ancora assegnati della gara Consip-Agea per il nuovo sistema informativo agricolo nazionale, procedura che vede diverse società interessate tra le quali Leonardo. Si prevede ora una nuova gara. Tra le proposte anche lo sblocco della trattativa per il rinnovo del contratto dei medici; il rinvio dell’adeguamento delle norme antincendio nelle scuole e negli asili nido; le norme per salvaguardare gli ulivi dalla Xylella; la riduzione da 5 a 3 dei membri del cda dell’Enac; l’estensione degli alimenti per i quali potrà scattare l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle materie prime.
Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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