Rebus bilanci di previsione per le amministrazioni territoriali

Italia Oggi
2 Novembre 2018
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Rebus bilanci per gli enti locali. Le amministrazioni si apprestano a mettere mano al nuovo preventivo, che dovrebbe essere approvato in giunta e presentato al consiglio entro il prossimo 15 novembre, unitamente alla eventuale nota di aggiornamento al Dup. Ma molte sono le incognite, specialmente su fronte delle entrate, la cui quantificazione condiziona ovviamente le spese future che non siano già state impegnate (e per le quali, quindi, è già stata verifi cata la copertura fi nanziaria). Il principale punto interrogativo riguarda l’efficacia degli eventuali aumenti già deliberati o da deliberare rispetto ai tributi, vista l’incertezza che tuttora regna sulla possibile riproposizione del blocco introdotto dalla legge di Stabilità 2016, poi esteso fino al 2018. Il Governo pare intenzionato a reintrodurre la possibilità di agire al rialzo (si veda ItaliaOggi del 25 ottobre 2018), ma non è ancora una decisione definitiva. Per ora, quindi, le proiezioni sul pluriennale che incorporino il maggiore gettito atteso dalle manovre già varate nei mesi scorsi con decorrenza dal 1° gennaio 2019 o previste per i prossimi mesi attraverso aumenti di aliquote o istituzione di nuovi prelievi vanno prudenzialmente considerate in termini meramente programmatici. Per le entrate in autoliquidazione, le previsioni devono basarsi sugli effettivi incassi realizzati negli esercizi precedenti. L’addizionale comunale all’Irpef può essere accertata per cassa, in questo caso lo stanziamento prenderà a riferimento le riscossioni degli anni precedenti, registrate sia in conto competenza che in conto residui oppure sarà pari, al massimo, all’importo accertato nel penultimo anno purché non superiore ai rispettivi incassi registrati in c/competenza e in c/residui. Ad esempio, nel 2019 le entrate per l’addizionale comunale Irpef sono accertate per un importo pari agli accertamenti del 2017 incassati in c/competenza nel 2017 e in c/residui nel 2018. Per le entrate riscosse mediante ruolo o lista di carico, la previsione deve tenere conto delle somme esigibili entro la scadenza per l’approvazione del rendiconto di ciascun anno: per cui, ad esempio, per il 2019, valgono le somme in scadenza entro il 30 aprile 2020. Discorso più complesso per il fondo di solidarietà: salvo modifi che dell’ultima ora, ai fini del riparto avranno un peso crescente gli indicatori di capacità fiscale e fabbisogni standard, la cui rilevanza salirà alla 60% rispetto al 45% del 2018. Ciò potrebbe determinare una forte redistribuzione delle risorse, che però potrebbe essere in parte attenuata da accordi politici, come sempre accaduto negli passati. Al momento, quindi, l’unica certezza sono le assegnazioni storiche. Più incerta ancora la questione del rifi nanziamento del c.d. fondo Imu-Tasi.
Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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