Avanzi, premiato il Centro-nord

12 Ottobre 2018
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di Matteo Barbero

Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio sulle risorse rimesse in pista dalla Rgs
Lo sblocco degli avanzi di amministrazione favorisce gli enti locali del Centronord. È qui, infatti, che si concentra la quota nettamente prevalente delle risorse congelate negli anni passati prima dal Patto di stabilità interno e poi dal pareggio di bilancio e che ora possono fi nalmente essere rimesse in pista dopo che la circolare n. 25/2018 della Ragioneria generale dello stato ha recepito le sentenze nn. 247/2017 e 101/2018 della Corte costituzionale. La distribuzione territoriale della capacità di spesa è stata analizzata dall’Uffi cio parlamentare di bilancio, che qualche mese fa ha dedicato all’argomento un dettagliato focus (il n. 5/2018). I dati disponibili mostrano che la quota preponderante degli avanzi spendibili riguarda il comparto dei comuni, principalmente della Lombardia e del Lazio; nel primo caso si tratta principalmente di avanzo libero, nel secondo di avanzo derivante da trasferimenti vincolati). Invero, se si considerano gli importi in valore assoluto non emerge una marcata differenziazione tra Settentrione e Meridione, in quanto prevale la correlazione rispetto alla dimensione degli enti. Si tratta, però, di una prospettiva non corretta: è plausibile, infatti, che un grande comune abbia un avanzo in valore assoluto maggiore di un piccolo ente. Questo rende poco signifi cativo il confronto tra enti di dimensioni fi nanziarie diverse. Più utile è, quindi, considerare l’incidenza degli avanzi rispetto alle riscossioni, in modo da confrontare la posizione relativa degli enti a parità di entrate incassate. Così facendo, risulta maggiormente evidente che la distribuzione di tale incidenza ha un andamento decrescente lungo la direzione da Nord a Sud. I territori più ricchi dispongono di maggiori risorse cristallizzate negli avanzi in proporzione al fl usso annuo delle proprie entrate rispetto alle aree del Mezzogiorno. Un’ulteriore conferma si può ricavare dai dati del Mef sul riparto degli spazi fi nanziari nell’ambito del Patto verticale nazionale: anche qui a farla da padrone sono stati gli enti locali del Nord, che nel 2018 hanno acquisito il 63% degli spazi fi nanziari (55% nel 2017), cui va aggiunto il 10% del Centro (19% nel 2017), lasciando al Sud solo il 27% (26% nel 2017). Ciò ovviamente pone al Governo un problema in termini di politica economica, nel senso che gli interventi per il Mezzogiorno dovranno viaggiare su altri canali, che prevedano l’erogazione di risorse esogene o l’accelerazione dell’utilizzo di quelle già disponibili (come i fondi europei) per i quali si verifi cano spesso rallentamenti e sprechi.

 

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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