All’indomani della scadenza (peraltro non perentoria) del 10 settembre entro la quale gli
enti locali dovevano trasmettere i dati relativi al primo semestre, sono emersi diversi casi di non pieno utilizzo dei bonus concessi dallo stato o dalle regioni per gli investimenti. Ma le sanzioni scatteranno solo per chi non si rimette in carreggiata prima della fi ne dell’esercizio. In generale, tale circostanza espone l’ente a due conseguenze negative. Da un lato, un revisione in senso peggiorativo dell’obiettivo, in misura pari alla quota inutilizzata. Dall’altro lato, laddove lo spreco sia pari o superiore al 90% dell’assegnazione, l’esclusione da ulteriori attribuzioni nell’esercizio successivo alla certificazione. Da notare che, a differenza della seconda, la prima penalità scatta comunque, quale che sia l’incidenza della quota inutilizzata. A misurare la capacità di saturazione delle amministrazioni è la sezione II del prospetto Monit/18, nella quale, a fronte delle assegnazioni, l’ente deve indicare gli impegni assunti, comprensivi della quota di fondo pluriennale vincolato non derivante da debito. Il delta fra i due valori (assegnazione meno sommatoria di impegni e fondo pluriennale vincolato non derivante da debito), calcolato complessivamente per tutte le diverse tipologie di spazi previste (Patto di solidarietà nazionale verticale, Intese regionali e Patto di solidarietà nazionale orizzontale) indica gli spazi non utilizzati. Il relativo importo, come detto, viene ricaricato sull’obiettivo (cella P del Monit/18) e, se superiore alla soglia, fa scattare l’esclusione dai futuri riparti. È evidente che le richiamate sanzioni scattano in tempi diversi. Per quanto concerne la prima, se l’ente pensa di non utilizzare interamente gli spazi acquisiti quest’anno, dovrà tenerne conto già in sede di gestione dell’esercizio in corso per assicurarsi di conseguire un saldo positivo pari almeno alla quota inutilizzata. L’altra sanzione, invece, in relazione agli spazi acquisiti nel 2018, scatterebbe nel 2020 (ossia un anno dopo la certificazione da inviare entro il 30/3/2019) laddove la quota inutilizzata sia superiore al 10%. Ovviamente, però, fanno fede i dati finali del secondo semestre, non quelli del monitoraggio semestrale. Per cui, se un ente non ha ancora impegnato le risorse, è del tutto normale che il modello evidenzi per i primi sei mesi una quota di spazi non utilizzati. L’importante è che la situazione venga corretta prima della fi ne dell’esercizio. Si suggerisce, quindi, di rendicontare tutti gli spazi possibili, anche riprogrammando i ribassi d’asta e tenendo conto del fatto che è possibile mantenere a fondo pluriennale vincolato tali somme fino al secondo esercizio successivo all’aggiudicazione dei lavori. In tal caso, gli spazi corrispondenti al non vengono considerati inutilizzati. Ricordiamo che il fondo pluriennale vincolato rileva solo se generato da avanzo e può essere attivato solo per le somme impegnate, nonché (in caso di lavori pubblici) in presenza di un affidamento in corso o di impegno di una parte del quadro economico, secondo quanto previsto dal punto 5.4 dell’allegato 4/2 del dlgs 118/2011.
Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.
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