Semplificazione su due livelli per il Dup dei piccoli Comuni – Documento ultra-leggero fino a 2mila abitanti

Quotidiano del Sole 24 Ore
17 Maggio 2018
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di Gianni Trovati

Le prove di semplificazione del Documento unico di programmazione per i piccoli Comuni prendono forma, anche se per ora non soddisfano in pieno gli amministratori locali. La semplificazione, nella sostanza, punta a un doppio regime: un documento semplificato per gli enti fra 2mila e 5mila abitanti e uno “super-semplificato” per quelli ancora più piccoli.
Due livelli
La bozza del nuovo Dup su misura dei piccoli è emersa dalle carte del lavoro di Arconet, e traduce in pratica l’indicazione scritta al comma 887 dell’ultima legge di bilancio, che aveva incaricato il ministero dell’Economia di approvare, di concerto con il Viminale, con decreto entro il 30 aprile la nuova struttura del documento per i piccoli. Il termine, come sempre accade in questi casi, è ordinatorio, ed è importante che il lavoro amministrativo vada avanti nonostante lo stallo politico non permetta per ora di capire quali saranno i prossimi inquilini delle stanze di vertice di Via XX Settembre. L’ostacolo principale, semmai, è ancora nelle distanze che separano le proposte di semplificazione elaborate dalla commissione e le richieste, più profonde, avanzate dagli amministratori locali. L’Anci, per accelerare, chiede anche di non definire per decreto la nuova struttura del Dup, per alleggerire l’iter di eventuali ulteriori semplificazioni; un altro segno, questo, che la semplificazione proposta finora non soddisfa del tutto, perché secondo gli amministratori locali anche la nuova forma obbligherebbe gli enti locali a riportare nel Dup informazioni già presenti in altri documenti. La Corte dei conti, però, obietta che lo schema va fissato nel provvedimento ministeriale.
I capitoli del documento
Lo schema principale su cui si lavora, quello destinato agli enti fino a 5mila abitanti, si sviluppa in 20 pagine di tabelle, che si aprono con la richiesta di tutti i dati chiave per la situazione socio-economica del territorio (dal bilancio demografico alla situazione di infrastrutture e servizi locali), proseguono con un esame dei fenomeni contabili (situazione di cassa, indebitamento, debiti fuori bilancio) e del personale per concludersi con gli indirizzi strategici su entrate, spese e sostenibilità. Non manca un esame puntuale missione per missione, e un focus conclusivo sulla gestione del patrimonio e sui piani triennali di revisione della spesa. Sotto i 2mila abitanti Se gli abitanti non arrivano a 2mila, invece, la semplificazione ulteriore si traduce secondo la bozza di decreto nella «illustrazione delle spese programmate e delle entrate previste per il loro finanziamento, in parte corrente e in parte investimenti», accompagnata dalla descrizione di sei temi: l’organizzazione dei servizi pubblici, la coerenza fra programmazione e strumenti urbanistici, le scelte su tributi e tariffe, il personale, gli investimenti e il rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl

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