A decorrere da quest’anno, il contributo straordinario decennale garantito dallo Stato aumenterà dal 50 al 60% dei trasferimenti erariali erogati 2010 ai comuni fusi. Se consideriamo che nel 2010 tali somme si attestavano all’incirca al doppio di quelle attuali, risulta chiaro che stiamo parlando di non pochi soldi. In ogni caso, per ciascuna fusione viene fissato un massimale complessivo di due milioni di euro.
L’Anci ha espresso soddisfazione per la misura, che, come evidenziato dal vicepresidente, Roberto Pella, rappresenta «un segnale di attenzione che apprezziamo». Anche perché la fusione non è mai imposta, ma può essere scelta liberamente dalle amministrazioni interessate. Molti primi cittadini, invece, sperano in una flessibilizzazione degli obblighi di gestione associata, anziché in un loro inasprimento, attraverso una serie di correttivi alla disciplina vigente (tuttora contenuta nel dl 78/2010), che però finora sono rimati nel limbo delle buone (o cattive) intenzioni.
Disco verde della Conferenza anche allo schema di decreto riguardante gli enti sciolti per infiltrazioni mafiose. Il provvedimento riprende un beneficio non più applicato da diversi anni ma ora previsto nuovamente dal comma 277 della l 205/2017. In sintesi, il decreto prevede la possibilità di realizzare manutenzione di opere pubbliche negli enti locali sciolti per mafia, grazie all’istituzione di un fondo con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018. Un intervento che riguarda, ad oggi, circa 40 Comuni. Parere favorevole, poi, allo schema di decreto che contiene le indicazioni di tempi e modalità per la compilazione e trasmissione della certificazione per il 2017 del costo di copertura dei servizi a domanda individuale.A tal proposito l’Anci, rimarcando la congruità del termine del 5 luglio per la trasmissione della certificazione, ha ribadito ancora una volta la necessità di separare, anche per i comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti, l’adempimento relativo all’approvazione del conto consuntivo finanziario da quello economico-patrimoniale, dando seguito a quanto avvenuto per i comuni sotto i 5 mila abitanti nei giorni scorsi. Da segnalare, infine, la circolare 12/2018 del ministero dell’Interno, che fornisce alcuni importanti chiarimenti sulle modalità di recupero delle somme versate ai comuni per l’organizzazione delle consultazioni elettorali e non utilizzate.
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