Tempo scaduto sugli spazi finanziari

ItaliaOggi
6 Aprile 2018
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Tempo scaduto per la richieste di spazi finanziari alle regioni. Gli enti locali, infatti, avevano tempo fi no al 31 marzo per avvalersi delle intese regionali sblocca investimenti per il 2018. La materia è disciplinata dal dpcm 21/2017, che dà attuazione all’art. 10, comma 5, della legge «rinforzata» su vincoli di finanza pubblica (legge n. 243/2012, modificata dalla legge n. 164/2016) e punta a garantire l’ottimale allocazione dei «permessi di sforamento» necessari a finanziare le spese in conto capitale attraverso l’utilizzo degli avanzo di amministrazione e della leva del debito. Per il 2018, la macchina doveva essere avviata entro il termine perentorio del 15 febbraio (un mese prima del 2017 e a ridosso dell’atteso riparto dei bonus relativi al Patto verticale nazionale) con la pubblicazione dei bandi da parte dei governatori, chiamati a definire le modalità per l’invio delle richieste e le priorità (oltre a quelle già individuate dal dpcm) nell’assegnazione delle quote che si renderanno disponibili. La tempistica è scandita dallo stesso dpcm, che fissa sia la scadenza per le domande (31 marzo) che quella per il riparto (30 aprile), mentre dal 2019 scatterà il cronoprogramma a regime, che prevede entro il 15 gennaio la pubblicazione dei bandi, entro il 28 febbraio la presentazione delle domande ed entro il 31 marzo i riparti. Per le regioni che non si attiveranno scatteranno sanzioni draconiane (limiti alle spesa corrente e blocco delle assunzioni), ma non il potere sostitutivo statale, cassato dalla sentenza n. 252/2017 della Corte costituzionale. In ogni caso, l’obbligo riguarda solo la pubblicazione degli avvisi, mentre i governatori potranno anche mettere poco o nulla sul piatto. E tale scelta potrebbe essere molto gettonata anche quest’anno, dopo il mezzo flop delle intese 2017, visti i pesanti tagli imposti al comparto e solo alleggeriti dall’ultima manovra. I bonus assegnati dovranno essere impiegati in tempi diversi a seconda che i beneficiari utilizzino l’avanzo o il debito: nel primo caso, sarà sufficiente attivare il fondo pluriennale vincolato mediante l’avvio della gara o l’impegno parziale del quadro economico per consentire di «trascinare» gli spazi acquisiti negli esercizi futuri (anche oltre il 2020); nel secondo caso, invece, i lavori dovranno essere chiusi entro il prossimo 31 dicembre.

 

Rassegna Stampa in collaborazione con Mimesi srl

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