Più soldi ai comuni per gli investimenti, anche sulle opere di taglio piccolo e medio. La richiesta arriva dall’Anci ed è indirizzata al nuovo Parlamento (appena insediato) e al nuovo governo (quando si riuscirà a formarne uno). La presa di posizione dei sindaci prende spunto dalla massiccia adesione al bando per l’accesso ai contributi statali per le opere di messa in sicurezza di edifici e territorio. Come prevedibile (anche se forse non con queste proporzioni), la domanda ha nettamente superato l’offerta: infatti, a fronte di una dote per il 2018 di appena 150 milioni hanno risposto oltre 4 mila comuni, con 10 mila progetti candidati per oltre 7 miliardi di euro di richiesta di finanziamenti. La misura, lo ricordiamo, è quella prevista dai commi 853 e seguenti della legge n.205/2017 (si veda ItaliaOggi del 13/2/2018) e il termine per le richieste è scaduto il 20 febbraio scorso. Per i prossimi anni, lo stanziamento disponibile salirà (a 300 milioni per il 2019 e a 400 milioni per il 2020), ma secondo Anci non abbastanza. «La massiccia risposta al bando», scrivono i sindaci, «rivela la grande sproporzione tra le risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio 2018 ed il fabbisogno espresso dai comuni. Appare evidente che lo strumento del contributo diretto copre un aspetto del fabbisogno di risorse per opere pubbliche locali, che andrà meglio studiata sulla base dei dati definitivi, molto rilevante e alternativo alla richiesta di spazi finanziari tipica degli enti che per l’utilizzo di risorse proprie necessitano di allargamenti dei vincoli finanziari. La contribuzione diretta agli investimenti locali, anche sulle opere di taglio piccolo e medio, appare quindi un fattore cruciale per assicurare una migliore distribuzione territoriale degli interventi, in particolare a favore delle aree interne ad alto fabbisogno di interventi di messa in sicurezza e meno dotate di mezzi finanziari propri. Il primo risultato del contributo costituisce quindi una spinta ad intervenire per aumentare le risorse stanziate per il prossimo biennio 2019-2020, fin dalla prossima scadenza di ottobre 2018.
Investimenti, più soldi ai comuni
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