Sarà questo il piccolo compromesso per arrivare all’intesa tra ministero dell’interno e Anci sulla ripartizione delle risorse. Ieri la riunione tecnica tra dirigenti ministeriali e rappresentanti dell’Associazione dei comuni (si veda ItaliaOggi di ieri) si è conclusa con un nulla di fatto vista la mancata presentazione dei dati da parte del Viminale. L’Anci vorrebbe ridurre al minimo le oscillazioni rispetto ai fondi 2016 e abbassare ulteriormente la soglia fissata dalla Manovra (legge n. 232/2016). Quest’anno infatti le sorprese non mancheranno visto l’accresciuto peso dal combinato disposto di fabbisogni standard/capacità fiscali nella distribuzione della quota perequativa del Fondo (dal 20% dell’anno scorso si passa al 40%) che sicuramente porterà a una rimodulazione delle risorse. Per questo, applicando un correttivo statistico finalizzato a limitare le variazioni, in aumento e in diminuzione, l’Anci punta a ridurre al minimo le differenze, salvaguardando un numero maggiore di comuni. L’obiettivo di entrambe le parti è chiudere la trattativa con un’intesa in Conferenza stato-città che eviti al ministero di dover fare da sé. Uno scenario che il Viminale in primis vuole evitare. Una volta trovato l’accordo, il ministero dell’interno renderà disponibili i dati su www.finanzalocale.interno.it. E terrà, ovviamente, conto delle novità inserite in sede di conversione del dl Milleproroghe, anche se non ancora entrate in vigore. La natura previsionale del bilancio, del resto, fanno notare al ministero, consente di farlo senza problemi.
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