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Determinati i criteri per il riordino delle province

Il Consiglio dei ministri ha deliberato nella seduta del 20 luglio i criteri per il riordino delle province previsti dall’articolo 17, comma 1, del decreto legge 6 luglio 2012, n.95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini).

Questi i requisiti minimi individuati dalla deliberazione (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n.171 del 24 luglio 2012), in base ai quali saranno riordinate le province delle regioni a statuto ordinario esistenti alla data di adozione dell’atto:

a) dimensione territoriale non inferiore a duemilacinquecento chilometri quadrati;
b) popolazione residente non inferiore a trecentocinquantamila abitanti.

Il riordino, stabilisce la deliberazione, non può comportare l’accorpamento di una o più delle province interessate con quelle di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Queste province, in base all’articolo 18, comma 1, del decreto legge 95/2012, saranno soppresse contestualmente alla creazione delle corrispondenti Città metropolitane (il 1° gennaio 2014 oppure prima, alla data di cessazione o scioglimento del consiglio provinciale, o alla data di scadenza dell’incarico del commissario eventualmente nominato, qualora questi eventi si verifichino entro il 31 dicembre 2013).

La deliberazione, si legge nel comunicato della Presidenza del Consiglio dei ministri del 20 luglio, è trasmessa al Consiglio delle autonomie locali (Cal) istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali. La proposta finale sarà trasmessa dai Cal e dalle Regioni interessate al governo, il quale provvederà alla riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.