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REVISORI – La Corte dei conti conferma il taglio del 10%

La riduzione automatica del 10%, rispetto agli importi risultanti alla data del 30 aprile 2010, che dal 1 gennaio 2011 deve colpire indennità, compensi, gettoni, retribuzioni e altre utilità corrisposti ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali (articolo 6, comma 3, del decreto legge 78/2010, convertito con modificazioni dalla legge 122/2010) si applica anche al compenso del collegio dei revisori.

Dopo la Corte dei conti per la Toscana (deliberazione 204/2010), anche la magistratura contabile lombarda (deliberazione n. 13 del 25 gennaio 2011) boccia l’interpretazione più favorevole ai professionisti portata avanti dagli ordini professionali, rispetto alla quale, i giudici della Lombardia nel recentissimo parere affermano: «Al riguardo è stata anche prospettata la tesi favorevole ad una sorta di “specialità” da riconoscere al trattamento economico dei revisori, sulla scorta del fatto che il compenso base è stabilito con decreto interministeriale ex art. 241 T.U.E.L., che il trattamento retributivo è determinato con un meccanismo particolare (disciplinato dall’art. 29, comma 1, lett h) del Dlgs n. 139/2005) e che la nuova manovra finanziaria avrebbe citato espressamente i revisori solo quando ha inteso realmente coinvolgerli (come nel caso del comma 5, dell’art. 6, che dispone la riduzione del numero dei componenti degli “organi di amministrazione e quelli di controllo … nonché (del) collegio dei revisori”).

Ma questa tesi, peraltro fondata su argomentazioni poco convincenti, contrasta con la ratio e la formulazione letterale dell’art. 6 nonché con lo spirito e gli obiettivi dell’intera manovra finanziaria varata ed approvata nell’estate del 2010, diretta a contenere e razionalizzare ulteriormente la spesa pubblica statale e degli enti locali, soprattutto sul versante dei costi degli apparati amministrativi, senza eccezioni. »