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Nuove norme sul dissesto

Lo Stato deve introdurre per legge maggiori controlli sui conti degli enti locali, per evitare situazioni sempre più diffuse di dissesto finanziario. I controlli dovrebbero comunque essere di tipo collaborativo e nel rispetto delle autonomie locali. Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenendo sabato scorso al Convegno di studi amministrativi in corso a Varenna, sul lago di Como. Il riferimento, in particolare, è alla situazione di Comuni e Province e le parole del titolare del Viminale sembrano in qualche mondo anticipare il decreto legge sugli enti locali, che potrebbe vedere la luce questa settimana e che dovrebbe appunto contenere, tra l’altro, nuove e più incisive disposizioni sul dissesto. In questa riforma, ha detto il ministro Cancellieri, “la Corte dei Conti non può che avere un ruolo centrale” e dovrebbe anche essere definito “un sistema di monitoraggio costante, incisivo e tempestivo dell’attività degli enti locali, sotto il profilo del rispetto sostanziale degli equilibri di bilancio”. Cancellieri ha anche auspicato la responsabilizzazione di alcune figure degli enti locali, come i segretari comunali, i revisori dei conti e i dirigenti dell’area economico-finanziaria. “Il controllo collaborativo – ha spiegato il ministro – con la comunicazione periodica di documenti alla Corte dei conti e al Ministero dell’interno potrebbe consentire di pianificare percorsi assistiti specifici per quegli enti in manifesta difficoltà finanziaria che si impegnino a seguire percorsi virtuosi di rientro”. Più in generale gli enti locali dovrebbero adottare una “gestione aziendale” e gli amministratori perseguire “una filosofia di governo improntata ai risultati e al buon governo”. Questo potrebbe favorire, secondo il ministro, una forma di controllo sociale destinato a dare “frutti duraturi”. “Lo strumento del controllo sociale – ha concluso sul punto – non potrà mai funzionare se non si combatte quel clima di diffidenza e disaffezione verso i poteri pubblici che sempre più va connotando il rapporto tra amministratore e utente, che rischia di risolversi nell’amara percezione di una ‘cittadinanza dimezzatà”. Il ministro si è anche soffermato su due temi molto sentiti in questo momento a livello di amministrazione locale: la scarsità di risorse finanziarie e la sicurezza messa a repentaglio dalle difficoltà economiche in cui versano fasce sempre più ampie della cittadinanza.  Il problema della scarsità di risorse riguarda gli enti locali ma anche lo Stato, quindi “mal comune, mezzo gaudio”, ha affermato  Cancellieri. “Tutti gli enti locali hanno problemi per le risorse – ha detto – e anche lo Stato li ha, mal comune mezzo gaudio. Abbiamo tutti difficoltà a fare i conti con i soldi che abbiamo a disposizione”. Secondo il ministro “la situazione è quella che è, dobbiamo affrontarla ognuno facendo la propria parte con serenità”. Secondo il ministro si può comunque “coniugare il federalismo con una sana economia, perché i due problemi non sono in contrasto. Il problema non è il federalismo ma l’uso razionale delle risorse per il bene pubblico”. “Il federalismo  c’è, esiste, lo Stato è già strutturato in maniera federale, si tratta di far sì che l’organizzazione corrisponda alle esigenze di una sana amministrazione, ma il federalismo non è stato messo in discussione”.  Per quanto riguarda la sicurezza, invece, secondo il ministro la disoccupazione può diventare un problema di ordine pubblico.  “Abbiamo già avuto qualche segnale – ha detto – però siamo fermamente convinti di essere in un Paese dove la gente è matura e sa di far parte di un sistema internazionale. Non credo che l’Italia sia l’unico caso dove ci sono problemi di questo genere, siamo comunque tutti molto attenti e vigili”.  “Il ministro Cancellieri ha centrato perfettamente il problema sottolineando i risvolti pericolosi per l’intero Paese che potrebbero scaturire dalla disoccupazione”, commenta il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella. “È di fondamentale importanza – aggiunge – che il governo ascolti i timori del ministro e sostenga i suoi sforzi per evitare che il malcontento possa tracimare e essere strumentalizzato, perché una società senza lavoro è una società insicura. Per evitare il rischio di cui ha parlato il ministro, non si può ricorrere all’ordine pubblico, ma alla crescita, allo sviluppo, alla riduzione delle tasse, anche alla concertazione con il sindacato, individuando una nuova missione industriale e produttiva per il Paese”.

Fonte: La Gazzetta degli Enti locali