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Decreto liberalizzazioni – le misure per il settore distributivo

DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012 , n. 1  – Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita’.

Le misure, in particolare quelle che interessano il settore distributivo.

PROFESSIONI: abolite le tariffe minime e massime. Previsto l’obbligo da parte del professionista di un preventivo scritto con il compenso e l’indicazione della polizza assicurativa. Sei dei 18 mesi di tirocinio potranno essere svolti all’università, anche nei corsi triennali.

FARMACIE: ce ne sarà una ogni 3000 abitanti. Oltre 5 mila nuove licenze saranno messe a bando nei prossimi cinque mesi, i giovani farmacisti potranno concorrere anche in forma associata , sommando i titoli posseduti. Se le regioni non avranno assegnato le licenze entro il termine stabilito saranno commissariate. Orari, turni e sconti sui farmaci (anche di classe A) diventano liberi.

COMMERCIO: niente saldi liberi. Ridimensionate le liberalizzazioni del commercio che si limitano alle sole “vendite abbinate e promozionali di prodotti di diverse tipologie” che d’ora in poi saranno sempre possibili. Le edicole sono libere di fare sconti “sulla merce venduta” e sparisce il limite minimo di superficie per la vendita di quotidiani. I titolari “possono rifiutare le forniture di prodotto complementari forniti dagli editori e dai distributori e possono vendere qualunque altro prodotto”.

ENERGIA: confermato lo scorporo tra trasporto e distribuzione del gas. Le modalità saranno fissate con decreto del Presidente del Consiglio entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge sulle liberalizzazioni

SOCIETA’: nasce il tribunale per le imprese e arriva la “Società semplificata a responsabilità limitata” per i giovani sotto i 35 anni. Per essi basterà un euro di capitale sociale, niente atto costitutivo dal notaio, che sarà invece depositato direttamente nel Registro imprese e sarà esente da diritto di bollo.

INFRASTRUTTURE: per lo sviluppo delle infrastrutture arriva il “projet bond”, cioè società private costituite per realizzare e gestire una singola infrastruttura o un nuovo servizio. Si potrà ricorrere anche ai capitali privati per la costruzione di nuove carceri.

CARBURANTI: solo i proprietari degli impianti di distribuzione di carburante, potranno acquistare, entro il 30 giugno, il 50% di quanto erogato nell’anno precedente da qualsiasi produttore o rivenditore di benzina o gasolio. Ai titolari non proprietari si concede la possibilità di riscattare, da soli o in cooperativa, gli impianti, stabilendo un indennizzo per gli investimenti fatti e l’avviamento. Liberalizzata la vendita di prodotti non oil (inclusi giornali e tabacchi). Rimossi i limiti al self service pre pay ma solo fuori dai centri urbani

ASSICURAZIONI: sconti per chi accetterà l’installazione della scatola nera sul proprio veicolo (costi a carico della compagnia) e per chi farà ispezionare la vettura prima della stipula del contratto. Entro due anni il contrassegno sarà elettronico (più difficili le falsificazioni) e le frodi sulle invalidità da incidente saranno represse (rischio carcere per i periti che attestano il falso). L’agente assicurativo rimane monomandatario, ma con l’obbligo di presentare al cliente polizze di tre compagnie diverse (previste multe dai 50 ai 100 mila euro). Le riparazioni dei danni eseguite dalla propria compagnia saranno garantite per due anni.

DIRITTI D’AUTORE: la gestione e l’intermediazione dei diritti d’autore è libera. Fatte salve, dice il decreto, le funzioni assegnate in materia alla Siae.

SERVIZI LOCALI: l’articolo 26 del decreto, uno dei più lunghi, è dedicato alla “promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali”. Nelle aziende in mano agli enti locali (trasporti, rifiuti…) potranno entrare i privati con quote crescenti con il passare del tempo. Sparisce il divieto di gestione pubblica dell’acqua, nel rispetto del risultato del referendum.

CLASS ACTION: salta l’articolo 7, quello che prevedeva l’estensione della class action, l’azione giudiziaria collettiva da parte dei consumatori. Per le class action sarà competente il nuovo Tribunale delle imprese introdotto ieri dal governo Monti.

FERROVIE: le aziende non hanno più l’obbligo di aderire al contratto nazionale dei ferrovieri. Per il momento salta invece la separazione della rete Rfi dal gestore dei servizi, le Ferrovie dello Stato, che sarà eventualmente decisa dall’Autorità.

TAXI: sarà l’Autorità dei trasporti a decidere – città per città e sentendo i sindaci – se aumentare le licenze dei taxi. Nel caso, sono previste compensazioni una tantum in favore dei tassisti già in attività con i ricavati dell’asta delle nuove licenze. Ci sarà maggiore flessibilità sugli orari di lavoro (arriva anche il part-time) e gli autisti potranno “caricare” i clienti anche in aeree diverse da quelle di propria pertinenza (previo accordo con i sindaci). Ci sarà poi maggiore libertà nella definizione delle tariffe ma con un tetto per quelle massime. Viene eliminata la concentrazione delle licenze in mano ad un singolo soggetto (inizialmente prevista) per evitare posizione dominanti.

AEREOPORTI-AUTOSTRADE: Il governo affida alla costituenda Autorità dei trasporti l’introduzione di un tetto ai pedaggi (price cap) per le nuove concessioni autostradali. I nuovi prezzi rimarranno in vigore per cinque anni.

BANCHE: Il conto corrente di base, senza spese né bollo, previsto già dalla Manovra di dicembre, viene confermato e sarà poi un decreto a fissarne i criteri. Le banche saranno obbligate a presentare al cliente che vuole contrarre un mutuo almeno due alternative alla propria in caso di stipula dell’assicurazione.