Questo articolo è stato letto 2 volte

Debito in Europa, l’Italia seconda

Nel giorno in cui il ministro dell’Economia torna a parlare d’una possibile anticipazione del rimborso dei debiti della Pa alle imprese rispetto al programma stabilito finora, arriva da Eurostat l’ultima conferma del forte disallineamento dell’Italia sui principali partner europei proprio sul rapporto debito/Pil. Nel primo trimestre 2013 abbiamo toccato quota 130,3% del prodotto interno (+6,6% rispetto al primo trimestre del 2012; +3,4% sull’ultimo trimestre dell’anno scorso).

Siamo secondi solo alla Grecia, che si trova al 160,5% del Pil. Ma mentre il debito pubblico di Atene supera appena i 305 miliardi in valore assoluto, il nostro debito è arrivato a 2.034 miliardi ed è secondo per dimensione a quello tedesco tra i paesi della moneta unica (2.150,5 miliardi; che è pari però all’81,2% del Pil).

Il braccio statistico dell’Ue segnala che il debito pubblico dell’insieme dei 17 paesi dell’Eurozona è arrivato al 92,2% del Pil (+4% rispetto a un anno fa) mentre nell’Ue 27 si è passati dall’83,3% del primo trimestre 2012 all’85,9% dei primi 90 giorni dell’anno, periodo in cui non è ancora incluso il 28° stato dell’Unione, la Croazia).

Secondo Nomisma, il livello del nostro debito «non appare fuori linea rispetto alle previsioni», mentre le incertezze persistono sul 2014, visto che «le previsioni inserite nel Def di aprile prevedono un’inversione di tendenza del rapporto debito/Pil, ma alla luce di un’aspettativa di ripresa dell’attività economica – +1,3%- che oggi appare ottimistica» ha osservato, Sergio De Nardis.

La commissione Ue, va ricordato, considera per l’anno prossimo un rapporto debito/Pil ancora in crescita. Mentre a fine anno, secondo il Def di aprile, dovremmo raggiungere il 130,4% del Pil, 4,3 punti in più rispetto all’aggiornamento del settembre 2011 su una quota che è calcolata al lordo dei prestiti dell’Italia all’Efsf diretti alla Grecia e al programma ESM, dopo che nel 2011 e nel 2012 avevamo garantito prestiti per gli aiuti a paesi Ue in difficoltà per 13,1 e 36,9 miliardi.

Le stime attuali sull’andamento del debito, in attesa della prossima Nota di aggiornamento attesa entro due mesi, collocano il rapporto debito/Pil in discesa fino al 117% del 2017, una previsione che include al momento i proventi da privatizzazioni per circa un punto di Pil l’anno (15-16 miliardi). Proprio su questo piano è tuttavia aperto il confronto all’interno della maggioranza sulla possibilità di misure choc capaci di ridurre con maggior forza il livello del debito anche con misure una tantum. Di una riflessione aperta sulle opzioni possibili per ridurre il debito ha parlato nei giorni scorsi il ministro Saccomanni, mentre Renato Brunetta (Pdl) ha parlato di un “road show” per spiegare ai mercati come l’Italia attaccherà il debito con una strategia di valorizzazione del patrimonio pubblico.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore