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Conti pubblici, la Ue promuove la manovrina correttiva: ha centrato obiettivi

La manovra correttiva di aprile ha centrato gli obiettivi e al momento non servono nuove misure per rispettare la regola del debito; tuttavia nel 2018 sarà necessario “uno sforzo notevole” e in autunno Bruxelles valuterà nuovamente la situazione dell’Italia. E’ quanto emerge dalle country-specific recommendations, le “pagelle” sui conti pubblici dei Paesi membri che la Commissione Ue ha diffuso oggi nell’ambito del pacchetto economico di primavera del semestre europeo. La manovra correttiva, si legge nel documento, “ha raggiunto gli obiettivi” di correzione dello 0,2% del Pil “e quindi al momento non sono ritenuti necessari altri passi per la conformità con la regola del debito”. Una nuova valutazione “sarà fatta nell’autunno 2017, in base ai dati sul 2016 e alle previsioni autunnali 2017 della Commissione, che terranno conto delle nuove informazioni sull’applicazione della legge di bilancio nel 2017 e sui progetti per il 2018″. Al momento, spiega inoltre la Commissione, “non c’è la necessità di prosegue la procedura per squilibri macroeconomici” nei confronti di Cipro, Italia e Portogallo, “a condizione che i Paesi applichino velocemente e completamente le riforme indicate nelle raccomandazioni”. Nel 2018, però, l’Italia dovrà fare “un notevole sforzo di bilancio” per “adottare una politica di bilancio in linea con i requisiti del braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita”. Nel 2018, “alla luce della situazione di bilancio e del livello del debito, si prevede che l’Italia compia ulteriori aggiustamenti verso l’obiettivo di medio-termine del pareggio strutturale. Questo si tradurrà in una riduzione nominale della spesa primaria di almeno lo 0,2% in 2018, che corrisponderà a un aggiustamento strutturale non inferiore allo 0,6% del Pil. A politiche invariate c’è il rischio di una significativa deviazione dal requisito nel 2018″. La Commissione non ha però fornito cifre sull’entità dell’impegno che sarà richiesto all’Italia il prossimo anno perché, come ha spiegato il commissario Pierre Moscovici, “c’è un margine di valutazione. Continueremo a seguire gli sviluppi ulteriori in Italia e rivaluteremo la conformità al criterio del debito in base alle nostre previsioni di autunno”. Per la valutazione sull’Italia, ha aggiunto, andrà considerato “il contesto di ripresa abbastanza particolare, con un’inflazione abbastanza bassa, situazione che riguarda molti Paesi”. Nella sua raccomandazione Bruxelles elenca i numerosi fattori di debolezza dell’Italia, tra cui una pubblica amministrazione inefficiente, l’eccessiva pressione fiscale sui fattori produttivi, un settore bancario gravato dagli npl, l’alto tasso di disoccupazione giovanile. La Commissione chiede quindi all’Italia di “accelerare la riduzione dello stock di npl e agire sugli incentivi per la pulizia dei bilanci e per la ristrutturazione, in particolare per le banche sotto la supervisione nazionale”.

Fonte: ItaliaOggi