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Irpef, un taglio beffa agli acconti
Sforbiciata del 17%. Ma quasi tutti hanno già pagato

Fonte: Italia oggi

L’esecutivo targato Monti taglia del 17% gli acconti Irpef del 2011. Scende infatti dal 99% all’82% la misura degli acconti Irpef dovuti dalle persone fisiche per il periodo d’imposta 2011 mentre nel 2012 la sforbiciata agli acconti Irpef sarà più contenuta attestandosi soltanto al 3%

La differenza versata in meno a titolo di acconto nel 2011 sarà ovviamente recuperata in sede di versamento dell’Irpef dovuta a saldo nel mese di giugno 2012. La disposizione taglia-acconti Irpef è contenuta in un decreto che il neo-presidente del consiglio dei ministri ha firmato lunedì scorso e che è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il ministero calcola in circa 3 miliardi il valore del taglio. Considerato che la riduzione della misura degli acconti riguarda l’intero importo dovuto per l’annualità 2011 l’effetto concreto del provvedimento firmato da Monti, sarà comunque, ben superiore al 17% per effetto del versamento del primo acconto d’imposta calcolato in misura percentuale pari al 40% dell’originario 99%. Il provvedimento che riduce l’entità degli acconti Irpef è stato emesso in attuazione delle disposizioni previste nell’art. 55 del dl n.78/2010 così come recentemente modificato dalla legge di stabilità per il 2012 (legge n.183/2011). La misura ha quale finalità principale quella di restituire, seppure in maniera indiretta e temporanea, maggiori disponibilità finanziarie nelle tasche dei contribuenti italiani. Tenuto conto dell’imminente scadenza del versamento del secondo acconto Irpef dovuto per l’anno 2011 e del fatto che tutti i contribuenti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale dei sostituti d’imposta o dei centri di assistenza fiscale o degli intermediari abilitati, avranno già effettuato il versamento stesso o subito la relativa trattenuta in busta paga, il provvedimento individua le misure alternative per il recupero immediato di tali maggiori somme. Se i contribuenti hanno già provveduto al versamento della seconda rata di acconto dovuta per il periodo d’imposta 2011 nell’originaria misura del 99%, potranno recuperare la differenza pari a 17 punti percentuali pagata in eccesso, tramite compensazione nel modello di pagamento F24. Il credito d’imposta potrebbe dunque essere recuperato già in occasione dei prossimi versamenti che i contribuenti effettueranno con l’ F24 fra i quali spicca senz’altro il pagamento del saldo dell’imposta comunale sugli immobili in scadenza il 16 dicembre prossimo. Credito d’imposta che però per essere utilmente recuperato in compensazione dai prossimi versamenti dovuti dai contribuenti persone fisiche dovrà essere dotato dell’apposito codice tributo da istituire tramite risoluzione dell’Agenzia delle entrate. Per comprendere quale sia la reale percentuale del taglio ecco un semplice esempio numerico. Supponiamo, per comodità, che la base di calcolo degli acconto Irpef 2011 sia pari ad euro 1.000 e che il contribuente abbia effettuato il primo versamento in acconto nella misura di euro 396 (40% del 99%). Tenuto conto della riduzione operata dal provvedimento in esame l’importo da versare entro il prossimo 30 novembre sarà pari ad euro 424 (820-396) anziché gli originari 594 euro (60% del 99%) con un risparmio che in termini percentuali è pari al 40% circa per effetto del recupero del maggior versamento effettuato a giugno scorso. Quest’ultima situazione non si verificherà durante il 2012, secondo anno al quale si applicherà la riduzione degli acconti Irpef all’82%, essendo la nuova misura già in vigore al momento della determinazione del primo acconto dovuto.

Situazione leggermente più complessa per tutti i contribuenti che si sono avvalsi nel 2011 dell’assistenza fiscale dei sostituti e dei Caf. Anche per questi soggetti il decreto del presidente del consiglio prevede una duplice possibilità: riduzione immediata dell’importo da trattenere a titolo di secondo acconto 2011 sulla base della nuova percentuale dell’82% con scomputo di quanto già eventualmente trattenuto a titolo di primo acconto; restituzione nella prossima mensilità di stipendio o pensione di quanto già trattenuto in eccesso rispetto al dovuto. Se il sostituto d’imposta non potrà riconoscere le maggiori somme dovute per effetto della riduzione degli acconti d’imposta sulle retribuzioni o sui trattamenti pensionistici da erogare nel mese di dicembre prossimo dovrà procedere alla restituzione delle maggiori somme trattenute nelle mensilità retributive successive. Per quanto attiene agli effetti finanziari le minori entrate per il bilancio dello Stato dovute dallo slittamento al 2012 di parte degli acconti Irpef 2011 è stimato in 3.050 milioni di euro. La riduzione in extremis dell’importo dei versamenti dovuti in acconto non è una novità assoluta nel nostro panorama tributario. A tale proposito si ricorda la riduzione di venti punti percentuali dell’acconto Irpef dovuto dalle persone fisiche per l’annualità 2009 ad opera del dl 168/2009 e la riduzione di tre punti percentuali degli acconti Ires e Irap dovuti dalle società di capitali per l’annualità 2008 ad opera del dl 185/2008. Per Rete Imprese Italia: «Si tratta di una decisione molto importante che, oltre a consentire maggiore disponibilità finanziaria ai contribuenti Irpef in un momento di estrema difficoltà, permette alle numerose imprese personali, la cui situazione economica è peggiorata nel corso del 2011, di non anticipare tributi che potrebbero risultare non dovuti».

di Andrea Bongi 


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