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Accertamento - Raddoppio dei termini: permangono profili di criticità
La Fondazione Nazionale dei Commercialisti, con comunicato del 14/12/2016, si sofferma sulle incertezze derivanti dall’accavallamento dei regimi transitori riguardanti il raddoppio dei termini per l'accertamento.

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti, con comunicato del 14/12/2016, si sofferma sulle incertezze derivanti dall’accavallamento dei regimi transitori riguardanti il raddoppio dei termini per l’accertamento.

Dopo solo quattro mesi dall’intervento di riforma operato nell’ambito dell’attuazione della delega fiscale, la disciplina del c.d. “raddoppio” dei termini di accertamento ha subito un’ulteriore modifica in occasione dell’emanazione della Legge di stabilità 2016, che ha determinato l’abrogazione del regime in parola e il sostanziale ripristino del termine unico di accertamento.

Il legislatore anziché riprodurre la disciplina transitoria recata dall’art. 2, comma 3, del D.Lgs. n. 128 del 2015, che faceva salvi gli effetti degli avvisi di accertamento emessi sino al 2 settembre 2015, ne ha introdotto una nuova, generando così forti dubbi circa il corretto regime transitorio applicabile agli avvisi di accertamento aventi ad oggetto periodi d’imposta antecedenti al 2016.

Pubblichiamo un DOCUMENTO della Fondazione Nazionale dei Commercialisti per comprendere meglio la portata della tematica in esame.

La Fondazione analizza nel dettaglio i diversi regimi normativi che si sono nel tempo susseguiti, alla luce sia della ratio sottesa alla loro adozione che degli orientamenti interpretativi manifestati dalla giurisprudenza.


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