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Speciale legge di bilancio 2019 – La riduzione e riclassificazione del contributo IMU-TASI

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La legge di bilancio 2019 riserva un’amara sorpresa per circa 1.800 comuni che non solo riceveranno una ulteriore riduzione del contributo compensativo IMU-TASI per l’anno 2019, ma che tale minor contributo dovrà essere riclassificato da entrate correnti in entrate in conto capitale ed è vincolato a specifica destinazione in termini di spesa assentibile. Infine, gli enti locali per poter beneficiare di questo contributo dovranno rispettare una serie puntuale di regole al fine di non vederselo sottratto di anno in anno. I commi dell’art.1, che regolano il citato contributo, sono inseriti, nella legge di bilancio 2019, al comma 892 fino al comma 895.

L’origine del contributo IMU-TASI

Si tratta di una compensazione dovuta per circa 1.800 comuni che nel passaggio dall’IMU (e mini IMU) sulle abitazioni principali nell’anno 2014, con il passaggio da IMU a TASI, hanno perso il gettito stanziato negli anni precedenti. In altri termini i comuni che avevano una aliquota IMU per le abitazioni principali superiore al 0,4%, con il passaggio alla TASI hanno perso il citato gettito che è stato di anno in anno rimborsato nelle varie leggi di bilancio, ma con andamento decrescente. In particolare, mentre nell’anno 2014 il contributo assegnato, alla perdita del maggior gettito, era pari a 625 milioni di euro, ripartito con il D.M. 6 novembre 2014, nell’anno 2015 il contributo si è ridotto a 530 milioni (articolo 8, comma 10, del D.L. n. 78/2015) con ripartizione avvenuta con D.M. 22 ottobre 2015. Nell’anno 2016 il contributo è stato autorizzato dall’articolo 1, comma 20, della legge n. 208/2015, nell’importo di 390 milioni, e ripartito tra i comuni interessati con il D.M. 26 maggio 2016. L’importo si riduceva nell’anno 2017 e confermato anche nell’anno 2018 in 300 milioni, sempre con la medesima assegnazione ai comuni con il D.P.C.M. 10 marzo 2017.

Il contributo previsto nella legge di bilancio 2019

A differenza degli anni precedenti, il contributo scende da 300 milioni a 190 milioni, ma viene confermato per un periodo più ampio, ossia a partire dall’anno 2019 fino al 2033.

Altra novità è rappresentata dal fatto che detto contributo ha una destinazione vincolata al finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale finalizzati alla manutenzione di strade, scuole ed altre strutture di proprietà comunale. Inoltre, essendo il contributo vincolato alla spesa da sostenere per la finalità cui è destinato, vi potrebbe essere il rischio di perdita dello stesso in mancanza di spesa sostenuta per le finalità cui lo stesso è destinato nell’anno di attribuzione. Pertanto, al fine di evitare la perdita del contributo, la norma prevede l’obbligo di inserimento nel monitoraggio delle opere pubbliche attraverso il sistema previsto dal D.Lgs. n. 229/2011 (sistema BDAP-MOP), classificando le opere sotto la voce “Contributo investimenti legge di bilancio 2019”. Si ricorda come il D.Lgs. n. 229/2011 prevede che i soggetti attuatori di opere pubbliche inviino alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP) del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (MEF) specifiche informazioni periodiche sullo stato di attuazione delle stesse.

Le preoccupazioni dell’ANCI

In una recente nota di commento l’ANCI evidenzia come il fondo “IMU-Tasi”, che lo stesso Ministero dell’Economia ha a suo tempo certificato formalmente in almeno 485 milioni di euro viene ulteriormente ridotto a 190 milioni. Inoltre, la norma suscita gravi preoccupazioni, in quanto sembra imporre l’utilizzo vincolato a spese di investimento. Questa lettura costituirebbe una evidente contraddizione con lo scopo del contributo che è di ristorare oltre 1.800 Comuni del gettito non più acquisibile con il passaggio dall’IMU alla Tasi avvenuto nel 2014, gettito che non aveva ovviamente alcun vincolo di destinazione.

Il calcolo dell’impatto sulla spesa corrente

Al fine di stimare il calcolo delle entrate correnti che hanno un effetto correlato con una minore spesa per gli enti locali a partire dall’anno 2019, è sufficiente effettuate la seguente operazione.

Dal sito finanza locale si accede alla banca dati e posizionandosi sui pagamenti si prende l’importo del pagamento classificato sotto la voce “CONTRIBUTO PER INTERVENTO SUI COMUNI” la cui classificazione contabile fornita dal Ministero dell’Interno è quella del “CONTRIBUTO PER CRITICITA GETTITO IMU E TASI (ART 1, C. 870, L. 205/17)”.

Il citato importo Y trovato in corrispondenza della voce contabile citata, dovrà essere ora calcolato effettuando la seguente proporzione Y/300X190= valore Z che dovrà essere sottratto dalle entrate correnti per essere portato in entrate in conto capitale.

Al valore Y dovrà corrispondere negli anni 2019-221 una minore correlata diminuzione della spesa corrente, mentre il valore Z sarà la maggiore spesa in conto capitale da iscrivere con vincolo di destinazione alla manutenzione di strade, scuole ed altre strutture di proprietà comunale. In altri termini, i vncoli di destinazione solo quelli indicati dalla normativa non potendo trovare altra destinazione. In aggiunta rileva l’ANCI come il vi sia una contraddizione tra il richiamo alla generica “manutenzione” (comma 892) e il riferimento al monitoraggio delle “opere pubbliche” può essere superata solo considerando oggetto del monitoraggio le sole opere di investimento (manutenzioni straordinarie) che risultino comprese tra gli interventi attuati dai Comuni beneficiari del finanziamento. Una diversa e più restrittiva interpretazione sarebbe gravemente in contraddizione anche con la finalità generale del contributo, il “ristoro del gettito non più acquisibile dai comuni …”, risorsa originariamente senza alcun vincolo di destinazione e quindi spendibile per oneri di natura corrente.

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