L'esperto risponde - Quesito

» Argomento

Pensionamento d'ufficio e un danno erariale

» Data

1 giugno 2021

» Quesito

Con la presente si chiede cortesemente risposta al seguente quesito: Un dipendente che abbia raggiunto l'età per il conseguimento della pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni e oltre) ,ma che non abbia raggiunto la contribuzione minima per il conseguimento della pensione di anzianità di servizio(attualmente 43 anni e 3 mesi),può rimanere ancora in servizio oltre l'età pensionabile e sino al ragggiungimento dei predetti 43 anni e 3 mesi oppure deve essere pensionato d'ufficio? In tal caso il mancato pensionamento d'ufficio comporta all'Ente un danno erariale e a chi tale danno deve essere imputato? Si ringrazia anticipatamente. IL SEGRETARIO COMUNALE DI RODERO(CO).NESSI DR.MASSIMO

» Risposta

L'ente è tenuto tassativamente al collocamento a riposo del personale dipendente se, al raggiungimento del 65esimo anno di età (quale limite ordinamentale), l'interessato ha maturato un qualsiasi diritto a pensione.


Qualora al compimento del 65esimo anno di età, il dipendente non abbia maturato i 42 anni e dieci mesi di contributi (a cui aggiungere tre mesi di finestra mobile), il rapporto di lavoro proseguirebbe fino al compimento del requisito contributivo (43 anni 1 mese) e comunque non oltre il 67esimo anno di età.

Infatti, al compimento del 67esimo anno di età, in presenza di venti anni di contribuzione, l'ente è tenuto a risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro.

Nei casi suelencati, trova applicazione l'articolo 2, comma 5, Decreto-legge 101/2013.

Si segnalano, altresì, le circolare di Funzione pubblica n. 2/2012 e 2/2015, nonché, da ultimo, il parere di Funzione pubblica DFP-0014638-P-04/03/2021.

L'indebito trattenimento in servizio, oltre a determinare la pensione con l'applicazione della media ponderata sulla quota retributiva in capo al dipendente, comporta indebito arricchimento in capo all'ente.

Il Segretario istante, ai sensi degli articoli 27-ter e 27-quater CCNL 1995 può risolvere - quale titolare del potere sostitutivo - il rapporto di lavoro, senza necessità di preavviso. Al raggiungimento del limite anagrafico, il CCNL non prevede il rispetto dei termini di preavviso bensì una semplice comunicazione.