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Garanzie, gli interessi non si contano se il fondo rischi è integrale

Fonte: il sole24ore

di Marco Rossi

Il parere della Corte dei conti Piemonte n. 36/2020 É possibile escludere dai limiti di indebitamento la quota interessi relativa alle garanzie prestate dagli enti territoriali, nel rispetto dell’articolo 204 del Dlgs 267/2000, soltanto nelle ipotesi dell’accantonamento dell’intero importo del debito garantito a «fondo rischi e passività potenziali». Vincolando una pari quota dell’avanzo di amministrazione l’ente garante può sopperire, in modo tempestivo, all’esborso richiesto nel caso di riconoscimento (transattivo o giudiziale) della pretesa senza incidere sugli equilibri di bilancio. Sono queste le indicazioni che arrivano dal parere n. 36/2020 della Sezione regionale di controllo del Piemonte della Corte dei conti, in relazione al trattamento da riservare a una lettera di patronage rilasciata nei confronto di una società in house controllata al 100%. Richiamando una pronuncia della Sezione delle Autonomie (n. 30/2015) è stato così evidenziato che la concessione di garanzie incide sulla capacità complessiva di indebitamento degli enti, e soggiace necessariamente ai limiti imposti dall’articolo 119, ultimo comma, della Costituzione che vieta il ricorso all’indebitamento per spese diverse da quelle di investimento. L’articolo 204 del Dlgs 267/2000, infatti, del definire le modalità di determinazione delle grandezze rilevanti ai fini dei vincoli di indebitamento comprende l’impatto derivante dalle garanzie rilasciate che, pertanto, restringono la possibilità di attivare finanziamenti nella forma del debito. Nella fattispecie, come ha chiarito la Sezione delle Autonomie, devono essere ricompresi tutti i negozi giuridici attualmente riconducibili a questa categoria, e pertanto non soltanto i contratti di natura fideiussoria ma «ogni negozio giuridico (es. contratto autonomo di garanzia, lettera di patronage forte) caratterizzato da finalità di garanzia e diretto a trasferire da un soggetto ad un altro il rischio connesso alla mancata esecuzione di una prestazione contrattuale». La particolare attenzione che deve essere riservata dagli enti al rilascio di garanzie è anche testimoniata dalla normativa contenuta nell’articolo 207 del Dlgs 267/2000 che permette di limitare ulteriormente la possibilità di rilasciare fideiussioni, mediante specifiche scelte da operare in sede di predisposizione o aggiornamento del regolamento di contabilità. Nondimeno, la disposizione che fa concorrere al limite di indebitamento gli effetti delle garanzie rilasciate prevede un’esplicita eccezione, specificando che possono non essere computate «le garanzie prestate per le quali l’ente ha accantonato l’intero importo del debito garantito». Per l’evidente ragione che, per effetto dell’accantonamento, si consegue, nel rispetto dei principi di veridicità, attendibilità e prudenza, un’idonea copertura degli oneri conseguenti all’eventuale escussione del debito. La disciplina contabile da seguire è contenuta nel principio applicato 4/2, il quale precisa che, al momento della concessione della garanzia, in contabilità finanziaria non si effettua alcuna contabilizzazione, posto che il debito è soltanto eventuale, in funzione del mancato adempimento da parte del soggetto garantito. Per assicurare la necessaria prudenzialità della gestione finanziaria, anche ai fini degli equilibri, è anche evidenziato che «nel rispetto del principio della prudenza, si ritiene opportuno che, nell’esercizio in cui è concessa la garanzia, l’ente effettui un accantonamento tra le spese correnti tra i “Fondi di riserva e altri accantonamenti”. L’accantonamento consente di destinare una quota del risultato di amministrazione a copertura dell’eventuale onere a carico dell’ente in caso di escussione del debito garantito». In difetto di questo accantonamento, con quantificazione integrale in misura corrispondente al debito garantito, la garanzia comporterà l’obbligo di computare gli oneri per interessi nel limite stabilito dall’articolo 204 del Dlgs 267/2000, non potendo trovare applicazione la specifica esimente prevista dall’ordinamento finanziario e contabile.

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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