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DL Enti locali. Commenti dell’ANCI

A seguito dell’approvazione in data 28/02/2014, da parte del Governo, del DL Enti locali, qui di seguito i commenti del Presidente dell’ANCI:

“Non si poteva lasciar fallire Roma”. Così il presidente dell’Anci Piero Fassino commenta a RaiNews24 l’approvazione di oggi, da parte del Consiglio dei ministri, del decreto Enti locali che ha salvato la capitale dal default.

“Il buon senso – ha detto Fassino – ha permesso di superare una situazione difficile che sarebbe andata su tutte le prime pagine del mondo, a discapito dell’immagine dell’Italia, di Roma e dei suoi cittadini”.

Scampato il pericolo, però, il presidente Anci auspica che da domani “si cambi strada, rispetto a quella che ha portato al collasso la città. Nel decreto il governo – ha proseguito Fassino – ha evitato il fallimento, inoltre ha offerto gli strumenti per realizzare un piano di rientro che risana i conti”.

A chi parla di sanatoria, il sindaco di Torino ricorda che “ci sarebbe sanatoria se i debiti non li pagasse nessuno, cosa che non è successa, appunto per il piano di rientro, stringente, previsto dal governo”. Per Fassino, poi, non è il momento di polemiche politiche “perché – rimarca -, Marino è stato eletto appena sei mesi fa e, negli anni scorsi, provvedimenti analoghi sono stati presi per altre città, come Catania, che fu salvata con scelte meno stringenti di quelle previste per Roma”.

Insomma, per il presidente Anci “il problema è avere a cuore i cittadini tutti, al di là delle appartenenze politiche, per non caricare su di loro costi che non hanno causato”.

Sui malumori delle città in pre-dissesto, Fassino ha tenuto a precisare che nel decreto appena approvato “si da’ la possibilità ai Comuni che hanno fatto ricorso alle norme pre-dissesto, di ripresentare una seconda volta alla Corte dei conti i piani di rientro bocciati. Quindi non parliamo solo di aiuti a Roma”.

Infine una battuta sulla Tasi, sulla quale i sindaci potranno manovrare una aliquota fino all’otto per mille, su prima o seconda casa. “Con il governo – ha ricordato il presidente Anci – si è convenuto su questa misura che permetterà ai Comuni di non avere, quest’anno, meno risorse per i servizi rispetto al 2013. Inoltre, con le nuove aliquote, in qualsiasi città si pagherà meno di quanto si pagava con l’Imu”.

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