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Crediti e Pa, correttivi in arrivo

Fonte: Il Sole 24 Ore

Sono circa 100mila le imprese che hanno scaricato il modello per avviare la procedura di certificazione dei crediti che vantano con la pubblica amministrazione. Di queste, oltre 20mila lo hanno fatto collegandosi direttamente al sito del Tesoro, le altre ricorrendo al supporto delle associazioni di categoria degli imprenditori e degli artigiani. Come ha spiegato al Sole 24 Ore il direttore generale del Tesoro e responsabile dei progetti speciali di Via XX Settembre, Andrea Montanino, il dato, attende ancora conferma, ma testimonia comunque «che è terminata quella fase di rodaggio dell’intera procedura, per altro coincisa con gli obblighi contabili e dichiarativi delle stesse imprese interessate a recuperare in tempi certi e rapidi i crediti maturati con lo Stato e gli enti». Non solo.
Il Tesoro punta anche a facilitare l’accesso alla certificazione dei crediti e ha allo studio alcune semplificazioni che «consentiranno – sottolinea ancora Montanino – di accelerare e migliorare l’intera procedura». Sono in arrivo, infatti, tre nuovi decreti attuativi che potrebbero introdurre almeno un paio di correttivi di rilievo, oltre a recepire le modifiche apportate dal cosiddetto decreto “Bondi” – come l’allargamento della certificazione anche ai debiti non sanitari maturati con gli enti in dissesto o l’ampliamento della compensazione a tutti i debiti iscritti a ruolo fino al 30 aprile 2012.
Allo studio dei tecnici del Tesoro ci sarebbe la possibilità di far operare le banche e gli intermediari finanziari come una sorta di “sostituti” della certificazione. In sostanza potrebbero essere gli stessi istituti di credito o gli intermediari a predisporre per conto del creditore le domande di certificazione del credito vantato con lo Stato o con gli enti locali. «In questo modo, spiega Montanino, il vantaggio potrebbe essere duplice: da una parte le banche e gli intermediari potrebbero intravedere nelle certificazioni dei crediti con la Pa un nuovo e rilevante business; dall’altra il fornitore avrà la certezza di ottenere la certificazione e allo stesso tempo la possibilità di ottenere dall’istituto o intermediario l’anticipazione del credito».
L’altra modifica allo studio, invece, mira a dare maggiori certezze alle imprese in credito con gli enti pubblici, soprattuto quando da ottobre partirà la piattaforma digitale su cui “girerà” l’intera procedura. Il fornitore in credito con Stato, regioni o comuni, infatti, non dovrà più andare alla ricerca dell’ente con cui è in credito. Oggi, infatti, l’ente se non entrerà nella piattaforma digitale non è sanzionabile, in sostanza è libero di accedervi o meno ma ovviamente a tutto discapito dei soli fornitori. Per ovviare a questa “buco” della procedura, con il nuovo decreto allo studio sarà comunque possibile inoltrare la domanda di certificazione per attivare la procedura e far decorrere i 30 giorni entro cui l’amministrazione è tenuta a rispondere. In caso contrario il fornitore potrà far richiesta di nomina del commissario ad acta. In questo modo l’ente avrà tutta la convenienza a inserirsi nel circuito della piattaforma digitale che, come detto, sarà operativa dal prossimo mese di ottobre.
In attesa che si completi l’iter dei tre decreti correttivi, il Tesoro continua a rispondere in tempo reale ai quesiti più ricorrenti delle imprese. Sul sito del Mef sono infatti disponibili le prime Faq sulle certificazioni giunte sulla casella di posta elettronica certificazionecrediti@tesoro.it. Tra le principali risposte fornite spicca la possibilità con la nuova modulistica in corso di definizione di presentare istanze riferite a più fatture. Attualmente per attivare la procedura il titolare del credito può presentare all’ente debitore l’istanza di certificazione utilizzando il modello allegato 1 (si veda il fac-simile in pagina) al decreto di riferimento. Non è prevista alcuna scadenza per la presentazione della richiesta di certificazione dei crediti e il modello potrà essere edidato direttamente dal file scaricato dal sito del Tesoro. La procedura non preclude in alcun modo ai soggetti interessati di accedere alle altre modalità per ottenere la liquidazione dei crediti. Anche chi ha richiesto entro il 27 luglio la liquidazione dei crediti in titoli di Stato, potrà chiedere la certificazione dei crediti restanti o la compensazione con somme iscritte a ruolo.

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