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Codici dei comuni, delle province e delle regioni

L’Istat, attraverso una verifica periodica presso le Regioni, acquisisce nel corso dell’anno tutte le variazioni territoriali ed amministrative verificatesi sul territorio nazionale e documentate dal relativo provvedimento legislativo (esempio: Legge Regionale) pubblicato su un documento istituzionale ufficiale (esempio: Gazzetta Ufficiale, Bollettino Regionale). Un’ulteriore fonte di aggiornamento delle variazioni occorse è giunta, a partire dal 2009, dall’attività di revisione delle Basi territoriali, strumento rispondente all’esigenza dei Comuni di predisporre i propri piani topografici per l’effettuazione dei Censimenti del 2011.

Tutte le variazioni intercorse e comunicate all’Istat sono registrate negli appositi elenchi e, a partire dal 2009, pubblicate il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. Ulteriori aggiornamenti vengono pubblicati in periodi diversi da quelli suddetti per garantire la tempestiva divulgazione delle informazioni di tipo amministrativo rilevanti per gli Enti istituzionali e di interesse per tutti gli utenti, pubblici e privati.

L’Istat pone in evidenza l’ultimo importante evento in termini di variazioni amministrative:

  1. l’istituzione del comune di Mappano è sospesa, per effetto della sentenza del TAR del Piemonte, I Sezione e sino all’emanazione della sentenza definitiva della Corte Costituzionale sulla legittimità della Legge istitutiva.
  2. Istituzione del nuovo comune di Rivignano Teor, in provincia di Udine;
  3. istituzione del nuovo comune di Valsamoggia, in provincia di Bologna;
  4. istituzione del nuovo comune di Fiscaglia, in provincia di Ferrara;
  5. istituzione del nuovo comune di Sissa Trecasali, in provincia di Parma;
  6. istituzione del nuovo comune di Poggio Torriana, in provincia di Rimini;
  7. istituzione dei nuovi comuni di Figline e Incisa Valdarno e Scarperia e San Piero, in provincia di Firenze;
  8. istituzione dei nuovi comuni di Castelfranco Piandiscò e Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo;
  9. istituzione del nuovo comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca;
  10. istituzione dei nuovi comuni di Casciana Terme Lari e Crespina Lorenzana, in provincia di Pisa;
  11. istituzione del nuovo comune di Trecastelli, in provincia di Ancona;
  12. istituzione del nuovo comune di Vallefoglia, in provincia di Pesaro e Urbino;
  13. istituzione del nuovo comune di Montoro, in provincia di Avellino.

Dal 1° gennaio 2014 il numero ufficiale dei comuni italiani è pari a 8.072 Unità amministrative.

Si rappresenta che, in attuazione dell’art. 24 della Legge 5 maggio 2009, n. 42 (“Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” pubblicato in G.U. 6/5/2009, n. 103) il comune di Roma è confluito nel nuovo ente territoriale Roma Capitale.

Il successivo Decreto Legislativo 17/9/2010, n. 156 (“Disposizioni recanti attuazione dell’art. 24 della legge 5/5/2009, n. 42 e successive modificazioni, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale” pubblicato in G.U. 18/9/2010, n. 219) reca disposizioni fondamentali dell’ordinamento del nuovo ente (Statuto, competenze, risorse ad esso attribuite, status dei suoi amministratori) con decorrenza 20/9/2010.

Tutto ciò premesso, si precisa che tali provvedimenti non hanno avuto effetti sul territorio di Roma, che pertanto, pur non vantando più lo status amministrativo di comune, continua ad essere presente nell’elenco dei comuni con la denominazione Roma e codice statistico 058091.

In seguito all’adozione del “Regulation (EC) n. 1059/2003 of the European Parliament and of the Council of 26 May 2003 on the establishment of a common classification of territorial units for statistics (NUTS)”, anche l’Istat si è uniformato a tale classificazione. Pertanto è stato applicato l’uso della doppia dizione italiano/francese per la Regione e la provincia della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e il ricorso al simbolo separatore “/” per i comuni con la denominazione bilingue della provincia di Bolzano/Bozen.

Vedi anche
http://www.istat.it/it/archivio/82599
http://sistat.istat.it

 

Fonte: Istat

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