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Agevolazioni Covid, il comune può dire la sua

Fonte: ItaliaOggi

Roberto Lenzu

Le agevolazioni fiscali a favore degli operatori economici in difficoltà per fronteggiare l’emergenza economico-sociale sono aiuti di stato soggetti alla disciplina degli artt. da 53 a 64 del dl 19/5/2020 n.34, in applicazione delle ipotesi di aiuto previste dall’art. 107, paragrafo 2, lett. b) e par. 3, lett. b) del Trattato di funzionamento della Unione europea (Tfue) e lascia perplessi che gli addetti ai lavori abbiano ignorato la questione. Da una parte, pochi si sono resi conto del formidabile strumento di autonomia amministrativa che il legislatore ha messo a disposizione degli enti territoriali: in attuazione delle comunicazioni della Commissione Ue del 19/03/2020 C(2020)1863 e 13/5/2020 C(2020)164, i citati articoli consentono infatti anche ai comuni di intervenire, con proprie risorse, a favore degli operatori economici con diversi strumenti: agevolazioni fi scali; contributi, ecc. I comuni possono, per esempio, intervenire ad integrazione delle agevolazioni fiscali previste dallo Stato per il settore turistico o dei pubblici esercizi in materia di Imu, Tosap e Cosap. Ma, all’esercizio di un tale potere, fa da contraltare la previsione di obblighi, limitazioni e responsabilità a carico degli Enti. Al riguardo, si va dai limiti quantitativi massimi di aiuto per singolo operatore, ai divieti di concessione di agevolazioni a favore di operatori soggetti ad azioni di recupero di aiuti illegali, dall’obbligo di registrazione nei registi nazionali sugli aiuti di stato, agli obblighi di monitoraggio e di relazione. Tutto fi nalizzato a rendere trasparenti gli aiuti concessi e a informare la Commissione europea al fi ne dell’esercizio del controllo ai sensi dell’art. 108, par. 3 del Tfue. La violazione di tali obblighi si può tradurre, ai sensi dell’art. 43 della legge 234/2012, in azione di rivalsa dello Stato Italiano a carico degli Enti che hanno elargito aiuti illegali. Lasciano perplessi le varie circolari che hanno trattato questioni quali il differimento dell’acconto Imu o delle riduzioni in materia di tassa rifi uti. Il differimento dell’acconto Imu come la moratoria delle sanzioni costituiscono di per se aiuti di stato che se disciplinate a vantaggio solo di determinate categorie di operatori economici rientrano nell’ambito dell’applicazione della normativa esposta, come si legge nelle Comunicazioni della Commissione. Costituisce, altresì, aiuto di stato porre la copertura del mancato gettito conseguente alla riduzione dei coefficienti K a carico del bilancio comunale per la parte che dovrebbe essere coperta con la tassa rifi uti degli operatori economici. A maggior ragione, lasciano perplessi le recenti delibere di Arera in materia di riduzioni Tari che sembrano non tener conto di quanto sopra né delle competenze attribuite ai comuni per legge. Si tratta di utilizzare la fi scalità locale per dare e non per ricevere ovvero un approccio nuovo e necessario per supportare il sistema economico sociale in diffi coltà. Serve un salto di qualità.

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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