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Torino fa proseliti

Sul patto di stabilità Torino fa proseliti. La decisione della giunta Fassino di non rispettare i vincoli di spesa viene imitata da altre amministrazioni, mentre “una forte iniziativa politica verso il Governo nazionale” sarà avviata dal Comune di Torino “per rivedere i principi generali del patto di stabilita” e “renderli più equi e sostenibili per le amministrazioni locali alla luce della crisi economica”, come recita la nota emanata a conclusione di un incontro che si è svolto fra il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino, e le forze politiche della maggioranza. Fassino, ricordiamo, aveva reso nota la decisione dell’amministrazione comunale di Torino di uscire dal Patto di stabilità per evitare di ridurre i servizi ai cittadini (tagliandoli per 120 milioni di euro) e di ritardare i pagamenti alle imprese (per altri 200 milioni di euro). Nell’incontro è stato deciso di “avviare un percorso per la predisposizione del bilancio di previsione del 2012 che coinvolga l’intera giunta, il consiglio comunale ed i presidenti di circoscrizione”, con una prima riunione già lunedì 9 gennaio. Nell’incontro, inoltre, sono stati affrontati i temi legati alla riorganizzazione della macchina comunale, alle politiche delle aziende partecipate, alle infrastrutture, all’urbanistica e al decentramento. “La battaglia del sindaco Fassino contro questo patto di stabilità è comune a tanti sindaci e non mancheremo di portarla avanti”, ha detto il sindaco di Genova Marta Vincenzi. “È buona amministrazione provare a starci dentro – ha aggiunto Marta Vincenzi -. Noi ci siamo riusciti perché da cinque ann i lavoriamo al rigore e alla riduzione del debito. Per Fassino questo non è stato possibile perché è in carica solo da un anno e chi c’era prima di lui ha comunque gestito anche la realizzazione di grandi opere per le Olimpiadi”. E nel frattempo Alessandria pare pronta a ispirarsi al proprio capoluogo di regione. La terza città del Piemonte per il 2012 ha infatti deciso di non rispettare il patto di stabilità, come ha annunciato alla vigilia dell’ultimo giorno dell’anno il sindaco, Piercarlo Fabbio, che si mette sulla scia di quanto sostenuto da Fassino. Ma gli uffici comunali alessandrini, nei giorni scorsi, sono stati investiti da un’inchiesta della magistratura su presunte irregolarità nel bilancio consuntivo del 2010, che fu alterato, secondo l’accusa, proprio per rispettare i parametri del patto. &ld quo;Voglio – afferma Fabbio – un’Alessandria dinamica e viva. La stessa cosa che Fassino vuole per Torino. Ma entrambi non possiamo soddisfare questo obiettivo se rimane tale il patto di stabilità. Pur militando in un partito diverso, dunque, mi unisco a lui”. “Quando è in gioco il destino della comunità – ha concluso Fabbio – l’erogazione di servizi efficienti, la ricchezza delle popolazioni, non c’è tessera che possa tenere”. L’indagine alessandrina ha portato all’arresto del ragioniere capo del comune, Carlo Alberto Ravazzano, e all’iscrizione del nome del sindaco nel registro degli indagati.

Fortunato Laurenti