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Spending review – La rivoluzione del buonsenso: stop alle telefonate

Comincia a prendere corpo la spending review.

Si susseguono gli annunci: giro di vite sui dipendenti statali, si va dal taglio del 5% della pianta organica delle amministrazioni all’ipotesi di prepensionamenti, coniugati con le norme sul blocco del turnover; accorpamenti delle province e delle strutture periferiche dello Stato organizzati su base provinciale; accorpamenti e tagli alla spesa per i ministeri; interventi sugli affitti pubblici; altra sforbiciata alle auto blu; provvedimenti sulle forniture di beni e servizi della Pubblica Amministrazione.

Sarebbero questi i primi provvedimenti che saranno assunti presumibilmente la prossima settimana, dopo la prima analisi e le conseguenti proposte al Governo del super tecnico Bondi.

La cifra complessiva è nota: dalla revisione dovrebbero essere recuperati almeno 5 miliardi già nel 2012.

Una cifra questa che dovrebbe derivare da tagli “strutturali”, che produrrebbero il loro effetto anche negli anni successivi e che potrebbe allo stesso tempo aumentare con nuovi interventi da parte del super-commissario Enrico Bondi.

L’intervento di revisione infatti continuerà anche oltre l’emanazione del decreto legge della prossima settimana, attraverso la Legge di Stabilità che arriverà in autunno.

E’ inutile al momento commentare le anticipazioni o fare previsioni: occorre attendere le decisioni del Governo.

Ha suscitato interesse e curiosità però la singolare iniziativa già assunta dal Dipartimento della Funzione Pubblica, che, per sua natura e missione, dovrebbe fungere da modello e indirizzo per l’intera Pubblica Amministrazione.

Nell’ottica del piano di spending review varato dal Governo e in linea con la Direttiva generale del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ispirata ai principi del contenimento e della razionalizzazione della spesa per l’anno 2012 – si legge nel comunicato stampa – il Dipartimento della Funzione Pubblica ha provveduto ad emanare una circolare con l’intento di ridurre i costi legati alla telefonia da parte del personale del Dipartimento.

“Le utenze saranno abilitate esclusivamente alle chiamate urbane ferma restando l’assegnazione al personale dirigenziale delle utenze abilitate alle chiamate nazionali e verso direttrici mobili, nonché alle chiamate all’estero per i soli Direttori degli uffici e per i dirigenti competenti per le attività internazionali.

A ciascun dirigente sarà affidata la responsabilità per le spese derivanti dall’utilizzo delle linee assegnate, verificando ed assicurando un corretto utilizzo anche di quelle utenze specificatamente autorizzate”.

Dunque: solo i dirigenti potranno effettuare chiamate extraurbane o verso cellulari. Proprio così.

E i dirigenti rispondono delle spese e del corretto utilizzo delle utenze assegnate.

Gli Uffici del Dipartimento della Funzione Pubblica non comunicheranno più con l’esterno?

I funzionari attenderanno in coda davanti all’ufficio del dirigente se per ragioni di servizio dovranno comunicare con un ufficio periferico che non ha sede a Roma?

Le connessioni in rete al momento sono salve: lo prevede il codice dell’amministrazione digitale!

Si parla di responsabilità dei dirigenti sulla correttezza della spesa.

E’ una novità?

Cosa è stato finora?

E tutti i possibili sistemi di controllo della spesa senza inficiare la funzionalità degli uffici? Perché non utilizzarli e procedere contro i dipendenti non corretti?

E’ una misura da estendere a tutta la Pubblica Amministrazione?

“L’amministrazione pubblica è come la nostra casa – ha affermato, annunciando la direttiva sui telefoni, il Ministro Patroni Griffi – Dobbiamo sempre più tagliare le spese inutili, quelle superflue, quelle evitabili. A cominciare da quelle che appaiono piccole. La spending review è anche questo: una rivoluzione del buonsenso”.

Il buonsenso: appunto!

Non ci sembra farcita di buonsenso la soluzione di disabilitare i telefoni di tutti gli uffici del Ministero della Pubblica Amministrazione.

Lo è la cultura della responsabilità di tutti e di ciascuno.

Lo è anche il rispetto per la gran parte di pubblici dipendenti che operano con correttezza, fedeltà e dedizione e che sempre più vengono tacciati prima come fannulloni, poi come zavorra che ostacola lo sviluppo, infine come disonesti tanto che, non riuscendo a fare a meno di utilizzare il telefono per scopi impropri, è necessario imporre la disabilitazione degli apparecchi.

Mi tornano in mente alcune immagini che ricordo dalla mia infanzia, con i vecchi telefoni SIP analogici, con il disco per comporre i numeri cui, nei locali pubblici, veniva apposto un lucchetto per impedire agli estranei di effettuare chiamate.

“Dobbiamo sempre più tagliare le spese inutili, quelle superflue, quelle evitabili”, come dice il Ministro.

Necessario e ovvio.

Si proceda allora, senza indugio, con buonsenso!

di Carlo Rapicavoli
Fonte: Leggioggi.it