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Piccole città in grande affanno

C’è Pomezia, comune alle porte di Roma con 60mila abitanti e 118 milioni di debiti appena ereditati dal neo sindaco del Movimento 5 stelle, Fabio Fucci. Oppure Modica, 53mila residenti e 64 milioni di debiti «certi liquidi ed esigibili» ormai costituiti in gran parte da interessi e spese legali per contenziosi. E Pozzuoli, riemersa da quattro commissariamenti, che solo all’azienda che gestisce la raccolta rifiuti deve più di dieci milioni di euro. La montagna dei 90 miliardi di debiti della Pa non è concentrata solo nelle grandi città. Si disperde nei mille rivoli degli 8mila Comuni italiani, emerge ora dopo anni di gestioni fuori controllo, di debiti fuori bilancio e di tagli ai trasferimenti erariali. Piccole realtà in affanno in questi giorni nell’affrontare con i tempi serrati del decreto sblocca-debiti la preparazione del piano dei pagamenti. Scelte non certo facili, anche perché molte amministrazioni si sono appena insediate. È il caso ad esempio di Pomezia, dove la grana dei debiti, è stata una delle prime affrontate dal sindaco grillino Pucci. Di petto: è il caso di dire. Fucci ha cancellato con un colpo di spugna le delibere del subcommissario, che aveva deciso di cominciare a pagare due maxifatture: 8 milioni (su 17) alla Pontina ambiente per scongiurare lo stop alla raccolta rifiuti e 2,5 (su sei) alla Innova per le mense scolastiche. «Non rispettavano a pieno l’ordine cronologico – spiega Emanuela Avesani, assessora al Bilancio di Pomezia – e poi abbiamo deciso di suddividere le risorse tra gli oltre 700 creditori in attesa, alcuni dal 1999». Pomezia ha ottenuto 56 milioni dalla Cassa depositi. E per ripartirli ha creato una articolata griglia di punteggi. Cinque punti, il massimo, a chi è arrivato al decreto ingiuntivo, altri cinque ai servizi di pubblica utilità. Più spazio ai piccoli crediti, con garanzia di rimborso fino all’85% alle fatture sotto i 100mila euro. Con chi resta insoddisfatto Pomezia discuterà un piano di rientro. Tempi lunghi, anzi lunghissimi fino a dieci anni, per i creditori del comune di Nocera inferiore. L’ente salernitano ha ricevuto dalla Cdp 35,5 milioni, a fronte di debiti accertati per 58. «La parte esclusa dalle anticipazioni sarà spalmata nei prossimi anni, fino a 10, secondo il piano di riequilibrio pluriennale, già adottato dal consiglio comunale» informa assessore al Bilancio Mario Campitelli. Al contrario, dovrebbe riuscire a soddisfare tutti i creditori, Vincenzo Figliolia, sindaco da un anno di Pozzuoli. Ha ottenuto 29,5 milioni di anticipazioni sui circa 30 di debiti accumulati. Ma per il Comune alle porte di Napoli la situazione dei conti resta difficile, anche per via delle risorse drenate dalla stessa macchina comunale. «A fronte di 90mila abitanti abbiamo 1.050 dipendenti e 300 lavoratori socialmente utili – spiega Figliolia – e il 50% del bilancio è destinato a loro».

I Comuni medio-piccoli con più anticipazioni dalla Cdp (in milioni di euro)

1) Pomezia 56,3
2) Modica 40,3
3) Nocera Inferiore 35,5
4) Pozzuoli 29,5
5) Potenza 27,3 Lerisorseottenute

Fonte: Il Sole 24 Ore