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Patto di stabilità, 137 i Comuni fuorilegge a cui è stata comminata una sanzione

Cresce drasticamente il fenomeno dei Comuni che non riescono a centrare gli obiettivi imposti dal Patto di stabilità interno. Nel 2011, secondo il censimento ufficiale allegato al decreto del Viminale con le sanzioni pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» di ieri, sono stati 119, cioè 2,5 volte i 48 contati nel 2010, i sindaci che hanno chiuso i bilanci senza raggiungere i target loro assegnati dai vincoli di finanza pubblica.

A questi 119 municipi, oltre che alla Provincia di Vibo Valentia (unico ente di area vasta in questa situazione) sono stati distribuiti quasi 90 milioni di euro di sanzioni: la penalità si traduce in un taglio al fondo sperimentale di riequilibrio.

Il fenomeno è più diffuso al Sud (63% dei casi), ma la geografia delle sanzioni pende decisamente a Nord soprattutto per la presenza fra gli enti fuori Patto del Comune di Torino, che riceve una sforbiciata da 38,4 milioni. A differenza dell’anno scorso, comunque, sono molti i capoluoghi a comparire nell’elenco, che riporta tra gli altri Messina, Catanzaro e Trapani.

La sanzione è applicata con un taglio al fondo sperimentale di riequilibrio, ma in alcuni casi gli ex trasferimenti vengono addirittura azzerati e il Comune si trova a dover riversare entrate aggiuntive al bilancio dello Stato. È il caso, fra gli altri, di Alessandria, che nelle settimane scorse ha anche dichiarato il dissesto finanziario per l’emergere progressivo di un extra-debito (intorno ai 94 milioni di euro) nelle gestioni degli anni precedenti. La sanzione per la città piemontese è di poco superiore ai 3 milioni, ma il suo assegno statale nel vale meno di 2,8 per cui il resto dovrà essere riversato. Oltre a ciò, gli enti inadempienti si vedono bloccare assunzioni e mutui, mentre le spese correnti devono ridursi alla media dell’ultimo triennio e le indennità degli amministratori vengono tagliate del 30%.

Vista l’evoluzione della finanza locale e i numeri in gioco, la fotografia scattata dal decreto del Viminale lascia pensare che l’anno prossimo il conto rischia di essere decisamente più salato. Il Dl “fiscale” (Dl 16/2012) ha infatti eliminato il tetto alle sanzioni, che ancora per il 2011 non potevano superare il 3% delle entrate correnti. L’anno prossimo, invece, gli enti inadempienti dovranno pagare l’intera somma dello sforamento, a prescindere dalle dimensioni del proprio bilancio, in modo da blindare i risultati complessivi della finanza pubblica.

Fonte: Il Sole 24 Ore