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Pareggio bilancio: Definire meglio le nuove regole

Definire meglio le nuove regole sul pareggio di bilancio. Lo ha sostenuto il Presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino ascoltato oggi dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera sui progetti di legge costituzionale finalizzati all’introduzione in Costituzione del principio del pareggio di bilancio. In particolare, Giampaolino ha evidenziato la necessita’ di definire con chiarezza talune questioni fondamentali: ”il perimetro di applicazione delle nuove regole (i settori o gli enti di riferimento), i limiti e il significato dell’equilibrio dei bilanci, le eccezioni alla regola del pareggio e al divieto di indebitamento, i margini per la compensazione tra settori o tra enti, il momento contabile da monitorare (cassa, competenza giuridica o competenza economica), i ruoli e le responsabilita’ in tema di raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni quantitative necessarie per le procedure di controllo ex ante ed ex post, le competenze e le modalita’ per i controlli preventivi e successivi”.

La Corte, ha proseguito il Presidente, ”condivide la scelta del conto consolidato delle amministrazioni pubbliche come aggregato di riferimento per la gestione della finanza pubblica, in considerazione della necessita’ di garantire la confrontabilita’ degli andamenti dei conti pubblici dei diversi Paesi europei”.

Con riferimento alla nuova legge di contabilita’ – resa necessaria dalla necessita’ di introdurre in Costituzione solo i principi fondamentali della materia – Giampaolino ha sottolineato la necessita’ che vengano precisate: ”le modalita’ del coordinamento tra regole attinenti al bilancio dello Stato e quelle che assicurano il contributo all’equilibrio complessivo da parte degli altri enti della PA (che si sostanziano in ‘verifiche a consuntivo’ e nella previsione di eventuali ‘misure di correzione’); i margini di flessibilita’ dei meccanismi posti alla base del contributo degli enti territoriali agli obiettivi di finanza pubblica (il patto di stabilita’ interno, il patto della salute); l’individuazione delle modalita’ di gestione dell’accesso all’indebitamento secondo le modifiche proposte all’articolo 119 della Costituzione (in particolare del comma 6)”.

Fonte: Asca.it