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Pagati solo 1,2 miliardi Bloccati 5,5 miliardi nelle casse dei Comuni

Il premier, Enrico Letta, ha ribadito ieri in Parlamento l’impegno ad accelerare il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, ma il quadro che emerge dall’attuazione del decreto legge varato dal Governo non ispira troppa fiducia. Primi passi di buona volontà, ma la soluzione definitiva del problema è lontanissima. L’Ance, l’associazione dei costruttori, presenterà oggi all’assemblea nazionale, un rapporto aggiornato dove sarà contenuta una prima stima dei pagamenti già effettuati in attuazione del decreto: 1,2 miliardi rispetto ai 7 miliardi riservati alle imprese edili, tutti in Piemonte e Lazio, uniche due regioni ad aver completato la procedura necessaria per pagare.

Ma la criticità maggiore sembra un’altra: ci sono almeno 5,3 miliardi di risorse bloccate che potrebbero essere utilizzate per ulteriori pagamenti. Sono somme già disponibili nelle casse dei comuni e delle province che continuano a sottostare, però, ai vincoli del patto di stabilità interno.

Il decreto legge prevedeva infatti di liberare dal patto di stabilità in tutto 5,9 miliardi di spese degli enti locali (4,4 miliardi dal patto interno “nazionale” e 1,5 miliardi di patti verticali regionali) ma le richieste avanzate dagli enti locali sono state finora di 11,2-11,4 miliardi: 5,3-5,5 miliardi restano quindi senza risposta. La somma potrebbe crescere, considerando che era fissata al 5 luglio una seconda tranche di richieste per il patto nazionale.

È una somma destinata a pesare anche sul 2014 e sull’attuazione della nuova direttiva pagamenti che impone l’accelerazione dei tempi.

Questi debiti, infatti, bloccheranno altri pagamenti oppure, cosa forse più probabile, saranno scavalcati dai debiti più recenti che – proprio in base alla direttiva Ue – dovranno pagare interessi più alti. Una zavorra destinata a pesare comunque sulla soluzione definitiva del problema se il Governo non allenterà ulteriormente i vincoli del patto di stabilità per le somme rimaste fuori.

Non solo. L’Ance ricostruisce il quadro completo delle domande presentate e rimaste inevase per gli altri capitoli del decreto legge relativi alle spese in conto capitale che interessano il settore edile. In tutto la somma (che però potrebbe nascondere numerose sovrapposizioni) delle domande inevase ammonta a 13,3 miliardi. Oltre ai 5,3 miliardi di richieste di allentamento del patto di stabilità ci sono 2,2 miliardi di eccedenze di richieste di liquidità degli enti locali alla Cassa depositi e prestiti (5,8 miliardi contro i 3,6 miliardi disponibili), 5 miliardi di richieste inevase di anticipazioni di liquidità alle Regioni (10,6 miliardi contro i 5,6 miliardi disponibili) e altri 0,8 miliardi di debiti fuori bilancio dello Stato (1,3 miliardi richiesti contro 0,5 disponibili).

Fonte: Il Sole 24 Ore