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Pagamenti P.A.

Tempi di pagamento rispettati solo sulla carta

A poco più di un mese dall’entrata in vigore del d.lgs. 212/2012 la CGIA ha fatto un primo sondaggio (> scarica pdf) su un campione di 800 piccole imprese.
“Dopo solo un mese dall’entrata in vigore è ancora prematuro dare un giudizio preciso. Per ora una cosa è certa: il 90% circa dei nuovi contratti stipulati dal 1° gennaio di quest’anno prevede la forma scritta con il rispetto dei termini di pagamento massimi previsti dalla nuova legge. Tuttavia, nutro molti dubbi che i committenti, siano essi pubblici o privati, rispetteranno le scadenze di pagamento entro i termini stabiliti. A seguito dei vincoli imposti alle Amministrazioni locali dal Patto di stabilità interno e con il perdurare della contrazione del credito erogato dalle banche alle imprese, ritengo che tra privati, almeno per un contratto su due, il saldo fattura avverrà dopo i termini di pagamento stabiliti; per quanto concerne la pubblica amministrazione, invece, è quasi certo che in pochissimi casi verrà rispettata la scadenza dei 60 giorni”.
Queste dichiarazioni, rilasciate dal segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, sono state rese note dopo la lettura dei risultati emersi da un sondaggio che l’Associazione veneta ha commissionato a Panel Data, su un campione di 800 piccole imprese distribuite su tutto il territorio nazionale.

Cosa prevede il nuovo d.lgs. 212/2012
Dal 1° gennaio 2013 è in vigore la Direttiva europea che l’Italia ha recepito l’anno scorso con il Dlgs 212/2012; tale provvedimento obbliga la Pubblica amministrazione a pagare i propri fornitori entro 30 giorni, che diventano 60 per le Asl, gli ospedali e le imprese pubbliche. In realtà, sembra che grazie ad una interpretazione estensiva, di fatto tutte le aziende della Pa possano pagare a 60 giorni. Tra le aziende private, invece, i termini prevedono il pagamento entra 30 giorni, con estensione a 60 e, in casi particolari, fino a 90 giorni. Anche in questo caso il termine dei 60 giorni sarà, molto probabilmente, quello più utilizzato.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO

Transazioni commerciali tra imprese private e pubblica amministrazione
Con la nuova normativa entrata in vigore dal 1° gennaio di quest’anno, quasi tutti i nuovi contratti stipulati nel primo mese del 2013 (93% del totale degli intervistati) prevedono per iscritto i tempi di pagamento. In buona sostanza tutti gli intervistati (100%) che hanno sottoscritto un contratto con la Pa hanno definito tempi di pagamento entro i limiti previsti dalla nuova legge (60 giorni).
Prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 212/2012, solo il 55,6% dei contratti stipulati da Asl, Province e Amministrazioni comunali, etc. prevedeva il saldo fattura entro 60 giorni (il 16,7% a 30 giorni e un altro 38,9% a 60). Pertanto, almeno sulla carta, possiamo dire che la nuova normativa ha reso la Pubblica amministrazione più virtuosa.
Infine, l’81,4% delle aziende intervistate che lavora con la Pubblica amministrazione ha dichiarato che nei vecchi contratti stipulati prima del 1° gennaio 2013, il committente (sia esso lo Stato, l’Asl o un’Amministrazione comunale) non si è reso disponibile a rivedere al ribasso i tempi di pagamento, così come previsto dal Dlgs 212/2012.

Transazioni commerciali tra imprese private
Anche in questo caso, tutte le aziende (89% di quelle che hanno sottoscritto un nuovo contratto dopo il 1° gennaio) hanno indicato nel contratto (nel 100% dei casi) che il pagamento avverrà entro 60 giorni, mentre nei vecchi contratti stipulati prima dell’inizio del 2013 “solo” nel 62,2% dei casi veniva riportata la scadenza di pagamento entro i 60 giorni. Infine, l’85,6% dei committenti privati che lavora con un’altra azienda ha deciso di non rivedere gli impegni di pagamento già stipulati negli anni scorsi.
Conclude Bortolussi: “Credo che, così come giustamente suggerito dal vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani, sia opportuno rivedere il Dlgs 212/2012, rendendolo meno discrezionale e accelerando le procedure per il recupero dei titoli esecutivi, altrimenti ancora una volta i cattivi pagatori rischiano di farla franca”.

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Fonte: La Gazzetta degli Enti locali