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Municipalizzate, patto rinviato

di Francesco Cerisano

Le municipalizzate continuano a boicottare il patto di stabilità. E a non volerne proprio sapere di adempiere alle prescrizioni del decreto liberalizzazioni del governo Monti (dl n.1/2012) che le obbliga da un anno a iscriversi nel registro delle imprese e a depositare i bilanci presso le camere di commercio in modo consentire il controllo sui conti.

E così dopo una prima scadenza (31 maggio 2012) passata completamente inosservata (si veda ItaliaOggi del 23/11/2012), tanto che la Ragioneria generale dello stato si è vista costretta a fissare una nuova dead line, al 30 novembre 2012, anch’essa snobbata dalla maggior parte delle aziende speciali, arriva un’altra proroga. Il nuovo termine per l’iscrizione nelle Cciaa e il deposito dei bilanci slitta al 31 gennaio 2013.

Così ha deciso il Ragioniere generale dello stato, Mario Canzio, che non solo ha accolto le richieste dell’Anci di un concedere agli enti un extra time, ma è pure andato oltre, visto che l’Associazione dei comuni si sarebbe «accontentata» di una proroga al 31 dicembre 2012 con la garanzia che nessuna sanzione sarà comminata a carico delle istituzioni e delle aziende speciali ritardatarie.

Alla fine, proroga doveva essere e proroga è stata, ma sul fronte delle sanzioni non ci potrà essere sanatoria perché, come spiega la stessa Rgs, lo slittamento non incide sulle sanzioni previste dal codice civile per l’omissione del deposito di bilancio, vista «l’impossibilità di disporne la mancata applicazione in forza di un mero atto amministrativo».

La necessità di porre sotto la lente la gestione degli enti strumentali è stata più volte evidenziata dalla Corte dei conti. A preoccupare sono soprattutto le politiche del personale. Sono anni, infatti, che i magistrati contabili lanciano l’allarme sull’utilizzo delle aziende speciali da parte dei comuni per dribblare le sempre più rigide regole in materia di personale (blocco delle assunzioni e limiti al turnover).

Un importante paletto in proposito è stato posto dalla Corte conti Lombardia (parere n. 119 del 4/4/2012). I giudici lombardi hanno chiaramente affermato che agli enti strumentali si estendono gli stessi divieti e limiti in materia di assunzioni imposti al comune controllante. Con la conseguenza che, se questo è soggetto al patto di stabilità e non l’ha rispettato, anche l’azienda speciale non potrà assumere nuovo personale.

La stretta non risparmierà nessuno degli enti strumentali comunali e provinciali, tranne le aziende speciali e le istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali, culturali e farmacie per cui è stata stabilita una deroga espressa nel corso dell’iter parlamentare del dl liberalizzazioni. Il deposito dei bilanci in camera di commercio e l’iscrizione nel registro delle imprese saranno funzionali alla trasmissione da parte di Unioncamere al ministero dell’economia dell’elenco delle municipalizzate con i relativi dati contabili.

Fonte: Italia Oggi