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Manovra, il testo di 120 articoli al Senato. L’aumento dell’Iva rimandato al 2019

Il testo definitivo della legge di Bilancio per il 2018 trasmesso al Senato è composto da 120 articoli. Domani a Palazzo Madama si aprira’ la sessione di bilancio con una settimana di slittamento rispetto ai tempi previsti.
La manovra, che si appresta a iniziare il suo iter parlamentare, prevede, tra le misure principali, la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva per il 2018 (ma l’aggravio viene rimandato e rimodulato a partire dal 2019), gli sgravi contributivi per le assunzioni dei giovani con contratti a tutele crescenti, le risorse per il rinnovo dei contratti degli statali, un pacchetto di interventi per il Sud e nuovi stanziamenti al Fondo per la lotta alla poverta’ con il rifinanziamento del reddito di inclusione.     Tornano inoltre le detrazioni per gli abbonamenti di trasporto con detrazioni fino a 250 euro per le spese d’abbonamento di trasporti pubblici locali, regionali e interregionali. Tra le novità anche l’agevolazione per gli accordi di rimborso di questi abbonamenti da parte dei datori di lavoro per i propri dipendenti e per i loro familiari – una sorta di ”bonus bus-treno” – che non entrano a far parte del reddito da lavoro tassato.

Codacons: aumento Iva nel 2019 costa 791 euro a famiglia. Un eventuale incremento delle aliquote Iva a partire dal 2019 produrrebbe una stangata per gli italiani pari a +791 euro annui a famiglie solo di costi diretti. Lo afferma il Codacons, commentando il testo finale della legge di Bilancio che prevede uno stop all`aumento dell’Iva nel 2018, con un ritocco rimodulato delle aliquote a partire dal 2019.
“Se attuati, gli incrementi Iva previsti dalla Legge di bilancio si concretizzeranno in un massacro per le tasche delle famiglie – spiega il presidente Carlo Rienzi – Solo per i costi diretti legali alle maggiori aliquote l`aggravio di spesa si attesterà mediamente sui 791 euro a nucleo familiare, cui vanno aggiunti gli effetti indiretti legati al rincaro dei prezzi al dettaglio, che potrebbero portare la stangata totale a sfiorare i +1000 euro a famiglia su base annua”.
“Un provvedimento che va evitato ad ogni costo perché avrebbe effetti depressivi sui consumi fino al -0,7% e un impatto negativo sul Pil pari allo 0,3% – prosegue Rienzi – L`esperienza degli ultimi anni ha dimostrato come l`incremento delle aliquote Iva non ha prodotto i risultati sperati, perché le famiglie hanno reagito all`aumento dei prezzi al dettaglio riducendo i consumi, con conseguenze drastiche per il commercio e l`economia del paese”.

Fonte: ItaliaOggi.it