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Il Mef boccia l’Iva al 4% Autostrade in esercizio, altolà agli sconti fiscali

Non c’è solo la bocciatura dell’Iva al 4% per i lavori edili in casa nel parere che la Ragioneria generale ha inviato a Montecitorio sugli emendamenti approvati dalla commissione Ambiente al decreto sblocca-Italia. Il Mef ha anche stroncato l’allargamento delle defiscalizzazioni alle autostrade in concessione già in esercizio, effetto che si sarebbe ricavato indirettamente dalle modifiche introdotte all’articolo 5 sulle autostrade. «Si conferma che la defiscalizzazione per opere già in esercizio – si legge nel parere della Ragioneria – si tradurrebbe in perdita di gettito con effetti negativi per la finanza pubblica». La norma si sarebbe potuta applicare, per via estensiva, almeno in teoria, a concessioni come Brebemi e Asti-Cuneo.

Molte altre le stroncature del Mef sugli emendamenti approvati in commissione Ambiente. La commissione Bilancio ha discusso fino a tarda notte il parere da emettere e la questione è finita anche in Aula dove le opposizioni hanno chiesto alla presidente Boldrini lo slittamento della discussione a oggi in assenza del parere sulle coperture. Tensione alta, anche perché il Governo ha già fatto sapere che oggi metterà la fiducia sul testo definitivo della commissione Ambiente. I numerosi “no” della Ragioneria, che dovrebbero essere fatti propri dal parere della commissione Bilancio, costringeranno anche la commissione Ambiente a riapprovare il testo con le modifiche imposte da Mef e commissione Bilancio.

Il «parere assolutamente contrario» del Mef alla norma che abbassava l’Iva sui lavori in casa dal 10 al 4% è motivato con la inidoneità della copertura che indicava un 4 al 10% sulla vendita delle case di nuova costruzione. Una norma stroncata dai costruttori dell’Ance, fiduciosi, tuttavia, sulla bocciatura del Mef. Secondo la Ragioneria l’Iva al 4% provocherebbe anche il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea per la violazione delle direttive in materia fiscale.

Sulla casa arriva anche l’annunciata bocciatura della norma che elimina il vincolo di destinare all’affitto le case acquistate con la deduzione Irpef del 20%. La novità produrrebbe un effetto negativo sulle entrate. Ma qui era già intervenuta a correggere la relatrice del provvedimento, Chiara Braga (Pd), riportando di fatto la disposizione al decreto originario, con la differenza che il proprietario non perde l’agevolazione fiscale se l’inquilino rinuncia al contratto di locazione, a condizione che entro un anno sottoscriva un nuovo contratto.

La Ragioneria ha bocciato anche la deroga al patto di stabilità interno per gli interventi sui passaggi a livello ferroviari (290 milioni), il rifinanziamento dell’Autostrada ferroviaria alpina con la Francia, l’accelerazione al Cipe di una parte delle opere finanziate con il Fondo coesione sviluppo, il tentativo di modifica dei rapporti di regolazione su tariffe e investimenti aeroportuali.

Ma non solo: pareri contrari sono arrivati anche sull’obbligo per i Comuni di rimuovere a proprio carico le macerie del terremoto in Abruzzo e sulla costituzione di un fondo per l’assistenza tecnica ai Comuni colpiti dal sisma, sulla possibilità di concedere la defiscalizzazione ai concessionari per le proroghe autostradali, sull’accentramento allo Stato delle procedure per l’autostrada Cispadana, sull’esclusione dal patto di stabilità delle spese per la bonifica dell’amianto a Casale Monferrato. E via dicendo: di no in no viene scandagliato tutto l’articolato del decreto.

Dal Demanio arriva poi l’allarme sulla cancellazione della norma che consentirebbe di allegare l’attestato di certificazione energetica degli immobili pubblici oggetto di cessione anche dopo la stipula del contratto, senza incorrere in sanzioni. Senza questa misura, sottolinea il Demanio, si rischia di bloccare le operazioni e vanificare il gettito atteso dalla dismissione degli immobili.

Fonte: Il Sole 24 Ore