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I tagli ai trasferimenti per il 2012 dopo le manovre correttive (d.l. 138/2011 e d.l. 98/2011)

In fase di conversione del decreto legge 98/2011 sono stati cancellati con un tratto di penna i tagli delle risorse statali, che erano contenuti nella stesura iniziale del provvedimento; la manovra bis non ha previsto alcuna modifica sul capitolo trasferimenti.

Per cui restano in piedi i tagli dei trasferimenti statali previsti per il 2012 dalla manovra correttiva dello scorso anno. L’articolo 14 del decreto legge 78/2010 aveva stabilito la riduzione degli assegni statali destinati ai comuni soggetti al patto di stabilità per un importo di 1,5 miliardi per il 2011 e 2,5 miliardi a decorrere dal 2012 (per le province rispettivamente 300 e 500 milioni).

La ripartizione dell’ulteriore riduzione di 1 miliardo delle entrate correnti dovrà avvenire secondo i criteri fissati in sede di Conferenza Stata Città ed Autonomie locali. Quest’ultima avrà come termine il 30 settembre per fissare modalità di attribuzione che tengano conto del rispetto del patto di stabilità interno, della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente e del conseguimento di adeguati indici di autonomia finanziaria. Si tratta di tre parametri che sono stati ripresi ed integrati per definire la virtuosità. Nell’ipotesi di mancata intesa, così come è avvenuto per i tagli di quest’anno (decreto Ministro dell’interno 9 dicembre 2010), le riduzioni saranno effettuate, nei successivi trenta giorni, in modo proporzionale.

Intanto, i responsabili finanziari  e gli amministratori che volessero procedere ad una prima stima degli effetti dei tagli sul bilancio 2012, possono applicare il coefficiente del 66,6667% alla quota di entrate statali venute a mancare nel 2011.

Non è tutto: sono da tener presente la virtuosità. Ma al momento non è possibile stimare l’ammontare dei tagli ai trasferimenti che saranno scaricati sui non virtuosi per effetto del premio concesso ai comuni con i parametri migliori.