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Gestione del servizio idrico: Iva al 20% su “passività pregresse”

Aliquota al 20% per le somme che una società di gestione del servizio idrico versa al Comune, a titolo di rimborso di “passività pregresse” per l’ammortamento dei mutui attivati dallo stesso per realizzare investimenti nel ciclo dell’acqua. Si tratta, infatti, di importi che assumono la natura di corrispettivi imponibili ai fini Iva.
A chiarirlo, la risoluzione n. 104/E dell’11 ottobre, con cui il gestore del servizio idrico di un Comune chiedeva quale fosse la corretta aliquota Iva da applicare alle predette somme.
L’Agenzia delle Entrate, nel formulare la risposta, ricorda, in primo luogo, la funzione dell’Autorità d’ambito territoriale ottimale (Aato), struttura che gestisce le competenze spettanti agli enti locali in materia di risorse idriche (articolo 148 del Dlgs 152/2006).
Tramite una convenzione sono poi disciplinati i rapporti tra l’Autorità d’ambito e la società che intende gestire la rete (articolo 151). L’accordo prevede la concessione in uso gratuita delle infrastrutture idriche (articolo 153). Al gestore che le riceve vengono trasferite le immobilizzazioni, le attività e le passività relative al servizio idrico, compresi gli oneri collegati al mutuo che il Comune ha acceso per finanziare le opere necessarie. La società concessionaria, in altre parole, deve, tra l’altro, versare all’amministrazione municipale le “passività pregresse”.
Alla luce del quadro delineato, l’Agenzia ritiene che tali somme possano considerarsi corrispettivi imponibili ai fini Iva. Ricorrono, infatti, i presupposti oggettivi e soggettivi per l’applicazione dell’imposta.
Sotto il primo profilo, la concessione in uso da parte del Comune di tutti i beni necessari al funzionamento dell’impianto idrico può essere considerata una prestazione di servizi ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del Dpr 633/1972.
Anche il secondo presupposto del tributo, quello soggettivo, può ritenersi soddisfatto: l’attività svolta dal Comune, che consiste nel mettere a disposizione della società concessionaria beni, opere e impianti a fronte di un corrispettivo, rappresenta l’esercizio di una vera e propria attività economica, quindi rilevante ai fini Iva.
Ne consegue che il Comune dovrà fatturare le somme percepite a titolo di rimborso delle “passività pregresse” applicando l’aliquota Iva ordinaria del 20 per cento.

Fonte: FiscoOggi