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Entrate non ricorrenti e anticipazioni di tesoreria

Approfondimento di V. Giannotti

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Al fine di fornire copertura alle spese di esercizio, gli enti locali a volte utilizzano entrate di carattere non ricorrente la cui attendibilità, a fronte degli incassi ripetitivi e costanti negli ultimi anni, hanno fornito certezza della loro acquisizione duratura tanto da finanziare spese che per loro natura sono da considerare ricorrenti. Altra questione, particolarmente rilevante, riguarda il continuo ricorso alle anticipazioni di tesoreria anche al fine del rispetto dei tempi medi di pagamento, che può condurre ad una possibile non restituzione delle somme al proprio tesoriere alla fine dell’anno. Entrambi tali aspetti sono stati considerati gravi da parte dei giudici contabili in fase di analisi del bilancio consuntivo di un ente locale, tanto da inviare alla competente Procura della Corte dei conti, al fine di accertare un eventuale danno erariale, le continue anticipazioni di tesoreria non restituite a fine dell’anno.

Entrate e spese non ricorrenti

I principi contabili di cui all’allegato 7 al D.lgs. n. 118/2011, dopo avere distinto le entrate e le spese in ricorrenti (previste a regime) e non ricorrenti (limitate ad uno o più esercizi), precisano che sono, in ogni caso, da considerarsi non ricorrenti le entrate riguardanti, tra le altre, le sanzioni ed i gettiti derivanti dalla lotta all’evasione tributaria.

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