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Enti virtuosi esclusi dai tagli

Via libera alla manovra correttiva. Patto di stabilità ammorbidito: nove parametri e quattro classi per collocare le amministrazioni. Disco verde alla proroga dei bilanci a fine agosto

Dal 2013 saranno esclusi dai tagli gli enti locali virtuosi. Lo prevede la bozza della manovra correttiva entrata ieri all’esame del Consiglio dei Ministri, che stabilisce i parametri di virtuosità ai fini del Patto di stabilità. Gli enti che, si legge nel testo, “risultano collocati nella classe più virtuosa, fermo l’obiettivo del comparto, non concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica fissati a decorrere dal 2013”.
Inoltre il contributo dei suddetti enti alla manovra per il 2012 potrà “essere ridotto con decreto del Ministro dell’economia, d’intesa con la Conferenza unificata, in modo tale che non derivino effetti negativi, in termini di indebitamento netto, superiori a 200 milioni di euro”.

 Ai fini della esclusione della stretta, le amministrazioni dovranno fare i conti con nove parametri di valutazione e saranno raggruppati in quattro classi di merito. Sempre in tema di enti locali, entro l’anno saranno definiti accordi con regioni ed enti locali per le procedure di vendita degli immobili di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari.
La dismissione potrà avvenire anche attraverso “la promozione di fondi immobiliari”. “Entro il 31 dicembre 2011 – si legge nel testo – il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministro per i Rapporti con le regioni, promuovono, in sede di conferenza unificata, la conclusione di accordi con regioni ed enti locali aventi a oggetto la semplificazione delle procedure di alienazione degli immobili di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari, nonché la dismissione e la razionalizzazione del patrimonio dei predetti istituti anche attraverso la promozione di fondi immobiliari”. Per quanto riguarda la scuola, il Ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ha voluto spazzare via le voci sempre più insistenti che nelle ultime ore indicavano il coinvolgimento del comparto scuola nel blocco del turn over imposto dal Governo al pubblico impiego fino al 2014: a margine della premiazione del progetto ‘Valorizza’, Gelmini ha tenuto a precisare che rimane “confermato il numero di 65mila immissioni in ruolo”, aggiungendo anche che “ci sarà un tavolo tecnico a Palazzo Chigi per definirne le modalità”. Le rassicurazioni al personale docente ed ai sindacati riguardano anche l’atteso concorso a dirigenti scolastici: la decisione, prevista anch’essa nell’ultima bozza della finanziaria, di unificare le direzioni delle scuole d’infanzia, primarie e medie produrrà infatti una sensibile riduzione di presidi.
Tra le novità dell’ultima bozza del decreto l’aumento soft dal 2020 dell’età di pensionamento delle donne nel privato, il taglio del 30% sugli incentivi sulle bollette di luce e gas, riduzione ai trasferimenti di regioni ed enti locali per 9,6 miliardi nel biennio 2013-2014, la stretta sull’assenteismo e le auto blu.
Salta invece la tassa sui Suv, mentre arriva la liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi nelle zone turistiche. Gli altri capitoli forti della manovra sono il blocco del turn over per i lavoratori della pubblica amministrazione e il congelamento degli aumenti contrattuali per gli statali, la stretta sulla sanità, il giro di vite su auto e aerei blu, il ritorno del pagamento dei ticket sanitari dal 2012.
Inoltre, viene inaugurata anche da Tremonti la cosiddetta spendin review (stop ai tagli lineari) sulle spese di ministeri.
Per quanto riguarda la riforma fiscale, arriva con la delega la riduzione a tre aliquote Irpef al 20, 30, e 40% e l’aliquota unica al 20% sulle rendite finanziarie con l’esclusione dei titoli di Stato. Nessun aumento secco dell’1% dell’Iva che sarà invece graduale e l’abolizione dell’Irap anche in questo caso graduale.

Fonte: www.lagazzettadeglientilocali.it