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Dl pagamenti, una manovra espansiva in favore dei comuni

Un miliardo e 800 milioni di euro per la «prima manovra espansiva in favore dei comuni», realizzata attraverso il decreto per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione (35/2013). Eppure, malgrado l’alleggerimento dei vincoli del Patto di stabilità pari a 1.145 milioni nel periodo 2013-2014, la guardia va tenuta alta perché ciò non basta a «garantire i servizi essenziali».

Il Partito democratico convoca una conferenza stampa, a Montecitorio, per illustrare in che modo i suoi emendamenti, approvati dai deputati, abbiano migliorato il testo dando, dichiara il capogruppo Roberto Speranza, «una boccata d’ossigeno» agli enti locali, sebbene non passi giorno in cui non arrivi «il grido di dolore» di quelli che «condividono uno stato di sofferenza», mentre cresce «il numero di quanti hanno difficoltà a chiudere i bilanci». Correzioni rilevanti all’impianto del Patto verticale incentivato, intervenendo sull’allargamento del «beneficio potenziale in termini di spazi finanziari concessi ai comuni», prevedendone «una quota di riserva in favore di enti tra 1.000 e 5.000 abitanti, che per il primo anno nel 2013 sono sottoposti agli obblighi del Patto di stabilità», nonché estendendo la possibilità di uso degli spazi «per pagamenti di spese di parte capitale impegnate nel 2013 e, quindi, non solo riferite ai residui passivi al 31 dicembre 2012»; pertanto, visto che il meccanismo stabilisce che alle regioni sia attribuito un contributo per estinguere il debito pari all’83,33% degli spazi liberati in favore dei comuni del proprio territorio fino a un massimo fissato dalla legge di stabilità 2013 in 600 milioni, mediante l’emendamento di Angelo Rughetti la contribuzione sale a «954 milioni, ampliando quindi il potenziale allentamento del Patto di stabilità da 720 a 1.145 milioni».

Altro ritocco riguarda i piccoli comuni, cui deve esser destinato «almeno il 50% degli spazi» in favore della totalità degli enti: così, chiariscono i parlamentari, si determina «una riduzione dell’obiettivo 2013 del Patto di stabilità per i comuni con meno di 5.000 abitanti di 572 milioni, a fronte di un obiettivo iniziale di 840», perciò l’obiettivo complessivo 2013 dei comuni con meno di 5.000 abitanti «si assesta sui 268 milioni». Rimane un punto critico la ripartizione dei 2 miliardi di tagli previsti dalla «spending review». Secondo Rughetti, «col via libera dei senatori ad alcune modifiche si rischiano grandi sperequazioni che occorrerà sanare».

Fonte: Italia Oggi