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Dismissione della società in perdita con acquisizione del patrimonio immobiliare

Approfondimento di V. Giannotti

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Le difficoltà economiche di una società partecipata, che gestisce un bene patrimoniale (parcheggio) con finalità di servizio pubblico, impone all’ente locale da un lato la sua dismissione e, dall’altro lato, la normativa vieta anche l’acquisizione di beni immobiliari da parte degli enti locali, salvo i casi di indispensabilità ed indizionabilità.
Tali condizioni normative impongono una riflessione sulle possibilità, da parte dell’ente locale, di poter procedere al riacquisto del bene in gestione al fine della salvaguardia dell’interesse pubblico alla ordinata viabilità cittadina. Tale scelta, pur rappresentando un fatto concreto con impossibilità da parte dei giudici contabili di fornire attività di consulenza, ha visto in ogni caso una risposta ai dubbi dell’ente locale sulla base della ricostruzione normativa esistente.

La vicenda

Un comune aveva proceduto alla costituzione di una società mista, per l’espletamento del servizio e gestione di Parcheggi pubblici sul proprio territorio, con partecipazione maggioritaria (60% del capitale pubblico ed il 40% in capo ad una società privata), cedendo sulle aree di proprietà il diritto di superficie ventennale.

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