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Delega per i pagamenti lenti

L’Aula della Camera ha approvato la legge comunitaria 2011 con 326 sì, 21 no e 43 astensioni. Si erano dichiarati contrari solo i deputati del gruppo Idv. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Ok alla nuova formulazione dell’articolo 14 sui pagamenti nella pubblica amministrazione alle imprese. È stato infatti approvato, con il voto contrario della Lega, l’emendamento che ha ottenuto il parere favorevole del governo sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra pubblica amministrazione ed imprese. Con il voto dell’aula di Montecitorio, si delega il governo ad adottare entro sei mesi uno o più decreti legislativi in materia. “Esprimo viva soddisfazione per l`accoglimento dell’emendamento alla legge comunitaria con il quale si dà delega al Governo di emanare i necessari decreti legislativi a recepire la direttiva europea che velocizza i pagamenti alle imprese dei crediti vantati verso la pubblica amministrazione. Un passo importante che più volte era stato auspicato per aiutare le numerosissime piccole e medie imprese a rischio collasso. Va da sé che si potrebbe anche favorire un meccanismo di accelerazione attraverso una riduzione delle imposte che le aziende creditrici sono tenute a pagare nei confronti dello Stato. Una proposta su cui credo valga la pena confrontarsi seriamente”, ha affermato la deputata Barbara Saltamartini, vicepresidente del Pdl alla Camera. “Allo stesso tempo, occorre lavorare per modificare il Patto di Stabilità che spesso colpisce, ingiustamente, le amministrazioni pubbliche più virtuose. In tal senso, il Governo, già nell’approvazione del decreto salva Italia, si era impegnato ad agire in questa direzione. Ora è opportuno muoversi per l`interesse del Paese e mi auguro che il Governo intenda farlo nel più breve tempo possibile”, conclude. “Votando contro l’emendamento presentato per accelerare i pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione, la Lega ha certificato di aver predicato per anni bene al Nord sul sostegno alle Pmi ma razzolato male a Roma. Non solo: con questa decisione, il Carroccio ha anche dimostrato ai cittadini ciò che non ha fatto stando al governo per così tanto tempo”, dichiara il deputato e responsabile nazionale Udc Enti Locali Mauro Libè. “Il tema dei ritardi nei pagamenti fra le imprese e fra pubblica amministrazione e imprese rientra nella legge comunitaria grazie a una nostra determinata iniziativa”, afferma invece Massimo Vannucci, deputato Pd della commissione Bilancio. “L’articolo che recepisce la direttiva Ue (per pagamenti in 30-60 giorni) torna nella legge, dopo l’accantonamento di ieri (mercoledì, ndr) e dopo che siamo riusciti a scongiurare la sua esclusione”, aggiunge. “Quindi- spiega Vannucci – con il recepimento entro 6 mesi della direttiva Ue su questo tema , la Comunitaria 2011 da’ delega al governo di disporre i decreti attuativi e reperire le risorse necessarie. Ora governo e Parlamento – conclude l’esponente democratico – devono sfruttare questo periodo per contrastare uno fra i più gravi problemi che incidono sulla crescita del nostro Paese, sia per i ritardi della Pubblica amministrazione, sia per la prepotenza messa a volte in atto delle grandi imprese verso le piccole”. “Fortunatamente sull’attuazione della direttiva Ue per i ritardi di pagamento alle imprese il governo ha accolto le sollecitazioni del Pd, evitando che la questione venisse stralciata dal disegno di legge comunitaria”, ribadisce Antonio Misiani, deputato Pd e membro della Commissione bilancio, che in una nota spiega che “la riformulazione dell’art. 14 con l’attribuzione al governo di una delega di sei mesi per recepire la direttiva è un passo in avanti per la soluzione dell’annosa questione dei ritardati pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione e delle aziende private. Il settore pubblico ha 90 miliardi di euro di arretrati. Anche nei pagamenti tra privati siamo agli ultimi posti in Europa. I ritardi di pagamento sono la causa di un fallimento su tre. Ora vigileremo affinché questo problema venga affrontato nei tempi previsti, recependo nella legislazione italiana le regole rigorose della nuova direttiva Ue”.

Di Fortunato Laurendi

Fonte: La Gazzetta degli Enti locali