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Dal 2014 service tax gestita dai Comuni (ma con «tetto»)

Una nuova tassa sui rifiuti e una service tax sui servizi indivisibili. A stabilirne le regole sarà la legge di stabilità che il Governo varerà entro il 15 ottobre prossimo. Con l’arrivo della nuova tassa (inizialmente chiamata Taser fin quando a via XX settembre non si è scoperto che è il nome di una pistola utilizzata dalle donne contro i molestatori) scatterà di fatto la cancellazione dell’Imu sull’abitazione principale e il superamento della Tares. Con una certezza, almeno secondo lo stesso premier Enrico Letta: il nuovo tributo sarà più equo per famiglie e imprese.

Ma le novità per i comuni non finiscono qui. I sindaci avranno più tempo per approvare i bilanci annuali di previsione 2013 e, per le deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni Imu, nonché per i regolamenti d’imposta, l’efficacia per il solo 2013 decorrerà dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale di ciascun comune. Inoltre, con il nuovo termine di approvazione dei bilanci di previsione degli enti locali, che slitta dal 30 settembre al 30 novembre, in attesa della nuova tassa si apre la strada ai sindaci per una rimodulazione dei regolamenti della Tares.

Nel decreto legge approvato ieri, infatti, viene previsto che la tariffa 2013 sui rifiuti potrà essere commisurata alla quantità e qualità media ordinarie dei rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte, nonché al costo del servizio sui rifiuti. I comuni, sempre e solo per il 2013, potranno introdurre riduzioni ed esenzioni ulteriori rispetto a quelle già previste dall’attuale disciplina della Tares. Semplificati anche gli adempimenti Tares 2013: viene previsto l’invio del modello di pagamento precompilato dell’ultima rata del tributo sulla base delle norme regolamentari e tariffarie che i comuni potranno ora rimodulare.

La service tax che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2014, avrà dunque due componenti: «la gestione dei rifiuti urbani (Tari) e la copertura dei servizi indivisibili (Tasi)». Per la prima, come ha spiegato il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, «le aliquote saranno commisurate alla superficie e nel rispetto del principio comunitario che “chi inquina paga” e comunque in misura tale da garantire la copertura integrale del servizio». La prima componente (Tari) sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Per i servizi indivisibili, «il comune – ha aggiunto Saccomanni – potrà scegliere o il criterio della superficie o quello della rendita catastale». La componente Tasi sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali).

Il comune, inoltre, avrà adeguati margini di manovra, nell’ambito di limiti fissati verso l’alto. Viene cioè preservata la capacità fiscale dei comuni, nel pieno rispetto dell’autonomia finanziaria sancita dalla costituzione. «L’autonomia nella fissazione delle aliquote – ha detto ancora il ministro dell’Economia – sarà limitata verso l’alto per evitare di accrescere la capacità fiscale e quindi il carico sui contribuenti, applicando aliquote massime complessive».

Una novità, ha aggiunto il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, che semplifica e rende più equa la gestione dei tributi locali e soprattutto concede più poteri ai Comuni «verso un vero federalismo fiscale». Dal canto loro i sindaci sembrano accogliere con favore le scelte del Governo sul superamento dell’Imu e sull’arrivo della nuova tassa. «Siamo lieti che il presidente del Consiglio abbia autorevolmente confermato che il Governo garantisce ai Comuni la copertura del gettito Imu 2013 prima casa», ha affermato in una nota il presidente dell’Anci Piero Fassino. «Così come apprezziamo, ha aggiunto ancora il presidente dei sindaci, che la service tax sia introdotta a partire dal 2014, potendo così disporre del tempo necessario al miglior decollo di questo nuovo tributo. Si tratta di questioni che l’Associazione nazionale dei comuni aveva ripetutamente sollecitato e che il Governo oggi ha accolto».

Con il decreto legge, infine, viene disposto un ulteriore anticipo di liquidità ai comuni: entro il 5 settembre 2013 il ministero dell’interno erogherà 2,5 miliardi agli enti locali come anticipo su quanto spettante per l’anno in corso a titolo di Fondo di solidarietà comunale. Inoltre la sperimentazione dei nuovi sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni e degli locali si allunga a tre esercizi finanziari e nel complesso vengono riviste le norme del decreto 118 del 2011.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore